Comunicare la bellezza: il Castello di Moasca

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“…ha il vantaggio di ricevere gli illustri personaggi che lo vanno a visitare sopra un ponte levatoio, a cui si giunge per mezzo di una romantica scalinata molto imponente. Se non fosse per questo i Moaschini non oserebbero mostrarsi in piazza nemmeno per andare a Messa”. Con queste parole si esprimeva il noto intellettuale risorgimentale Angelo Brofferio nel descrivere la meraviglia e l’orgoglio che da secoli il castello di Moasca suscita nei visitatori e nei suoi abitanti.

Poco si sa delle origini del maniero, la cui storia si lega indissolubilmente alle violente lotte tra Guelfi e Ghibellini che per molti anni insanguinarono l’astigiano. Nulla ci è pervenuto della struttura originaria, andata completamente distrutta nel corso dell’assedio del 1308, che ha visto il borgo arrendersi allo schieramento guelfo dopo 22 giorni di eroica resistenza. Come attestato dalla lapide murata sopra l’ingresso, il castello fu ricostruito nel 1351.

Passato sotto la proprietà della famiglia Secco Suardo, la struttura venne progressivamente convertita da fortezza bellica ad elegante residenza di campagna.

Nel 1834 il castello fu acquistato da Giovanni Battista Musso di Laigueglia insieme al figlio Giuseppe, che ristrutturò il maniero suddividendolo in due piani: quello superiore, adibito a granaio, e quello inferiore, dove si trovavano gli appartamenti dei signori. Negli anni a venire, la presenza di Giuseppe Musso, scienziato, artista, scrittore e benefattore avrebbe portato grande lustro al piccolo comune e al suo castello, menzionati in numerosi suoi manoscritti. Ciononostante, le ristrettezze economiche e i numerosi restauri richiesti causarono una progressiva perdita di interesse da parte della famiglia per il castello, che venne abbandonato a se stesso fino alla metà del XX secolo.

Nel 1950 il castello fu acquistato dal Comune di Moasca. I lavori per la ristrutturazione dell’edificio iniziarono ufficialmente nel 1999 e proseguirono ricevendo sempre nuovi impulsi, tra i quali si annovera il fondo di 400.000 euro stanziato in occasione dei Giochi Olimpici di Torino del 2006.

La struttura presenta numerosi punti di interesse, tra i quali spiccano il parco interno, dal quale si può godere della suggestiva vista delle colline circostanti, e la vasta cantina sotterranea, da cui si dipanano numerosi cunicoli un tempo adibiti a prigioni.

Ad oggi il castello ospita una galleria di arte contemporanea, che accoglie al suo interno una vasta selezione di opere di artisti rinomati a livello nazionale, la Bottega del Vino di Moasca “Nerodistelle”, collocata nelle cantine del castello, e il ristorante “Tra la Terra E Il Cielo”.
Numerosi vitigni pregiati sono coltivati nel territorio, in particolare i rinomati Barbera del Monferrato Superiore, Barbera Superiore, Moscato d’Asti e Alta Langa,

Ogni anno, a luglio, nel borgo si tiene l’ormai tradizione festival “Nero di Stelle”, durante il quale i partecipanti possono trascorrere una romantica nottata tra vino, musica e cielo stellato.

Per informazioni è possibile chiamare il numero 01411800739.

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