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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Comunicare la Bellezza: il Borgo di Passerano, affascinante tesoro del Basso Monferrato

Reso celebre in tutta Italia dal personaggio di Carlino, una delle tante maschere portate in scena a “Drive In” da Giorgio Faletti, il borgo di Passerano costituisce un vero e proprio tesoro nascosto per il Basso Monferrato, ricco di affascinanti edifici storici e bellezze naturali.

Collocato sul confine tra la Provincia di Asti e quella di Torino, Passerano svetta dall’alto di una lussureggiante collina, offrendo ai suoi visitatori la suggestiva vista delle vallate circostanti e, all’orizzonte, delle Alpi Marittime e Pennine.

La più antica testimonianza del borgo risale a un documento del 1001, nel quale viene attestata l’esistenza dell’insediamento di “Passerianus”. Nel 1164 l’Imperatore Federico Barbarossa assegnò i territori di Passerano ai Marchesi del Monferrato, mentre solo vent’anni più tardi un decreto del suo successore, Enrico VI, ne segnò il passaggio sotto i Conti di Cocconato.

borgo di passerano marmorito

Coinvolta nelle complesse vicende diplomatiche delle Guerre d’Italia, la cittadina ottenne nel 1530, dall’Imperatore Carlo V, il privilegio di battere moneta autonomamente. Nel 1586 la famiglia dei Cocconato si sottomise ai Savoia, che accorparono i territori di Passerano a quelli della neonata Contea di Asti. La Zecca fu chiusa appena dieci anni più tardi per essersi resa artefice nel corso degli anni di massicce opere di contraffazione, arrivando a falsificare persino monete tedesche o francesi.

Nel 1698 Passerano diede i Natali al conte Alberto Radicati, filosofo dalle idee rivoluzionarie, ritenuto uno dei primi illuministi italiani.
A seguito della caduta dello stato sabaudo nel corso delle campagne napoleoniche, i territori astigiani, incluso il borgo di Passerano, passarono sotto il controllo francese formando il Dipartimento del Tanaro.

borgo di passerano marmorito

La caduta dell’impero e la successiva restaurazione riportarono sul trono la dinastia dei Savoia con il sovrano Vittorio Emanuele I.
Il fascino contadino del comune si fonde maestosamente con i numerosi edifici medievali presenti, tra i quali emergono in particolar modo il Castello dei Radicati, una delle fortificazioni meglio conservate del Piemonte, e la Zecca. Costruito nel XIV secolo dai Radicati di Cocconato su un vecchio maniero, il castello si compone di due strutture collegate tra loro da un’ala del XVII secolo: un corpo settentrionale, caratterizzato dalla presenza di due torri agli angoli, e uno meridionale, affiancato a un’imponente torre medievale, principale punto di passaggio dal castello alla cittadina. Il complesso risulta circondato da un magnifico parco terrazzato, ricco di specie vegetali molto rare. La Zecca, oggi adibita a biblioteca comunale, è collocata nei pressi del torrione medievale del castello; al suo interno è ancora possibile ammirare i resti del forno.

Tra gli altri punti di interesse si annoverano le numerose aree geologiche, l’antica cava di calce e la sorgente solforosa.
La trippa, cui è dedicata anche una sagra nel mese di ottobre, costituisce il prodotto più importante del territorio, che può anche vantare una pregiata produzione vitivinicola con la Malvasia di Schierano e l’Albugnano Doc.

G.V.