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Caso Federica Farinella: compromesso il luogo del ritrovamento dei resti

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Sono proseguite in questi giorni le ricerche dei resti di Federica Farinella, la modella scomparsa quasi vent’anni fa nei boschi dell’Astigiano.
Dopo alcuni i ritrovamenti dell’ottobre scorso, sono iniziate le operazioni,  sostenute da Penelope Piemonte, Associazione delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, il cui presidente è Francesco Farinella, padre di Federica.

La squadra di specialisti, coordinata dal criminologo Fabrizio Pace e aiutata dall’unità cinofila della Detection Dogs Ticino, già due settimane fa durante la prima fase dei sopralluoghi aveva rinvenuto diversi frammenti ossei, poi consegnati al Comando dei Carabinieri di Chiusano D’Asti perché li inviasse ai laboratori dell’Università di Torino per effettuare tutte le analisi del caso. Allo stesso modo, campioni di terra erano stati dati all’Università degli Studi di Genova, dove l’entomologo forense Stefano Vanin sta al momento analizzando i campioni alla ricerca di scheletri di insetti per avere maggiori informazioni circa il periodo e il luogo della decomposizione.

Anche durante questi due giorni la squadra ha lavorato per individuare ulteriori indizi – da resti ossei a eventuali elementi metallici che Federica avrebbe potuto indossare al momento della scomparsa. E infatti già sabato 15 maggio sono stati rinvenuti resti appartenenti al busto. Tuttavia, a questi risultati si affianca anche una nuova scoperta. Non appena arrivata sul posto, la squadra ha subito rilevato una compromissione dello stato dei luoghi. Il canneto all’interno dei quali erano stati ritrovati i primi resti risultava infatti completamente falciato e il terreno pieno di frammenti di canne e vegetazione, in parte ripulito.

“La prima ipotesi avanzata è che si fosse trattato di un gesto di cortesia – commenta Pace – l’autore potrebbe infatti aver ingenuamente pensato che ripulire il luogo dalla vegetazione potesse in qualche modo agevolare le ricerche, non realizzando che questo in realtà avrebbe compromesso la scena e l’integrità dei resti. In questo caso, si incoraggia ugualmente chi di dovere a farsi avanti, contattandomi direttamente così che la squadra possa avere più elementi riguardo la modalità con cui è avvenuta la pulizia dalla vegetazione e poter cosí ricostruire correttamente la posizione anatomica dei resti. Tuttavia, se così non fosse, sorge una domanda spontanea: chi potrebbe avere interesse, al contrario a deturpare volontariamente i luoghi delle ricerche? Ma soprattutto, a quale scopo? Si tratta forse di un tentativo di depistaggio, oppure l’autore del misfatto voleva occultare alcuni indizi che sapeva essere presenti sul posto?”

Il caso di Federica continua ad essere avvolto nel mistero.

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