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Gli studenti del Liceo scientifico di Asti protagonisti della “Corsa contro la fame”

Sono 15 scuole le scuola del Piemonte che hanno aderito, insieme a 2.262 giovani, alla “Corsa contro la Fame”. Sono: Collegio Don Bosco Borgomanero (Novara), Scuola Primaria “Edmondo De Amicis”, IIS “A.Avogadro”, IIS “Galileo Ferraris” (Vercelli), Istituto “Antonio Rosmini” (Domodossola), Istituto Magistrale “Leonardo Da Vinci” (Alba), IC Pray (Biella), Liceo Peano Pellico (Cuneo), Scuola primaria “Carlo Boccadelli” (Verrone, Biella), IC Valtoce – Scuola Secondaria Dalla Chiesa e Primaria Vogogna (VCO), ITTS “Carlo Grassi” (Torino), Liceo scientifico “F. Vercelli” (Asti), IC Valperga (Torino), IIS “G. Cena”, Istituto Don Milani (Brandizzo, Torino).

Fanno parte di un movimento di 45.000 studenti “podisti” di 155 città italiane che sta dando vita a una grande corsa solidale promossa, all’interno degli istituti scolastici da Azione contro la Fame, organizzazione internazionale umanitaria specializzata nella lotta alla fame e alla malnutrizione nel mondo. Il progetto, giunto in Italia alla settimana edizione e patrocinato, anche quest’anno, dal CONI. A livello nazionale, sono 320 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che, insieme ai 250 docenti coordinatori locali del progetto, hanno scelto di aderire a un evento di sensibilizzazione e di sport che, sin dalla sua nascita, ha coinvolto in tutto il mondo più di sette milioni di studenti di oltre 28mila scuole.

LE SESSIONI DI SENSIBILIZZAZIONE

Nelle scorse settimane, l’organizzazione ha avviato un percorso didattico di sensibilizzazione in aula o in DAD: più di 2.300 ore di incontri sono state tenute dagli operatori di Azione contro la Fame con l’obiettivo di illustrare ai più giovani le cause strutturali e le conseguenze della fame, una piaga contemporanea che colpisce 690 milioni di persone nel mondo. Ogni scuola ha potuto, inoltre, approfondire l’argomento grazie alle oltre 40 ore di attività didattiche presenti nel kit didattico di educazione civica fornito dall’organizzazione, nel pieno rispetto dei protocolli in materia di contenimento della pandemia.

IL PASSAPORTO SOLIDALE E LA GIORNATA FINALE

Dopo questa prima fase di formazione, i ragazzi hanno iniziato a mobilitarsi per diventare parte attiva del progetto: tramite il “passaporto solidale” e i materiali video forniti hanno coinvolto familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate. Adesso, a fronte della loro opera di sensibilizzazione, possono ricevere una promessa di donazione per ogni tratto di corsa svolto durante le giornate conclusive del progetto, promosse da ogni singolo istituto. Con il proprio impegno nella disciplina sportiva, i ragazzi potranno così sostenere la lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo, un impegno che Azione contro fa Fame conduce da oltre 40 anni in 50 Paesi.

“Prima della pandemia, già 690 milioni di uomini, donne e bambini soffrivano di fame e di malnutrizione; ora altri 130 milioni rischiano di essere trascinati nell’alveo dell’insicurezza alimentare a causa dell’impatto del Covid sulla capacità di accedere al cibo e ai beni di prima necessità – ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame – Con questo progetto, grazie all’impegno di migliaia di studenti e dei docenti, accendiamo i riflettori sulla crisi alimentare che colpisce le comunità più vulnerabili del mondo le quali, oltre alla attuale emergenza sanitaria, sono spesse già flagellate da guerre, povertà ed effetti dei cambiamenti climatici. Negli studenti e nei docenti troviamo i nostri principali ‘alleati’, a dimostrazione del fatto che la scuola, con il coinvolgimento di tutti i suoi attori, può trovare quelle sinergie utili per contribuire, davvero, alla creazione di un mondo migliore e, soprattutto, libero dalla fame”.

Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. Da 40 anni, in circa 50 Paesi, salva la vita di bambini malnutriti, assicura alle famiglie acqua potabile, cibo, cure mediche e formazione, consentendo a intere comunità di vivere libere dalla fame.