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Wine Spectator, tre vini di Langa fra i 100 migliori al mondo nel 2018

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Ottimi risultati per le cantine di Langa: tre hanno ottenuto significativi piazzamenti nella prestigiosa Top 100 di Wine Spectator, l’annuale classifica che definisce i migliori vini del mondo. Wine Spectator è la rivista statunitense di vino più famosa e prestigiosa del mondo, e, ogni anno, seleziona le 100 migliori bottiglie, su decine di migliaia di vini degustati, durante il corso degli ultimi 12 mesi.

La cantina Produttori del Barbaresco, con il Barbaresco Rabajà Riserva del 2013, ha conquistato la 13esima posizione, all’88esimo posto troviamo Paolo Scavino con il Barolo 2014, mentre la vera sorpresa è Terre del Barolo, che si è aggiudicata il 54esimo posto con il Barolo undicicomuni ArnaldoRivera 2013.

Nell’anno del debutto del progetto di vini d’eccellenza dedicati al proprio fondatore, è stata da subito capace di calcare palcoscenici così prestigiosi.
Stefano Pesci, il direttore della Cantina Terre del Barolo, esprime così la sua soddisfazione per questo importante risultato: «Prima di tutto siamo molto felici di aver ottenuto un riconoscimento tanto ambito quanto inatteso sul nostro vino più rappresentativo, il Barolo undicicomuni. Per la nostra cantina è un grande orgoglio essere entrati a far parte di questo ristrettissimo gruppo di aziende, ed averlo fatto con la prima annata prodotta (2013)».
«Il Barolo undicicomuni ArnaldoRivera – prosegue il direttore – è il vino più importante del progetto ArnaldoRivera, e rappresenta l’emblema dei valori tradizionali e della vinificazione classica del Barolo, attraverso un’accurata selezione delle migliori uve in tutti gli undici Comuni della denominazione. Con lo stesso spirito di Arnaldo Rivera, fondatore 60 anni fa della Cantina, anche oggi Terre del Barolo si fa portatrice di quel messaggio.

Il Barolo undicicomuni è sicuramente il vino che richiede la maggior cura e attenzione in cantina: si tratta infatti di dover assemblare uve raccolte in momenti diversi, provenienti da terroir diversi, creando in ogni annata un’opera di grandissimo equilibrio, proprio come un’artista unisce i colori per completare la sua tela.

Si può quindi definire come il nostro vino più complesso, che rappresenta maggiormente la peculiarità dei nostri viticoltori e dei loro vigneti distribuiti in tutti gli undici villaggi della denominazione».

La classifica completa, che vede al primo posto assoluto il Sassicaia 2015 di Tenuta San Guido di Bolgheri, si può consultare al seguente link: https://top100.winespectator.com/lists/.

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