“Nuovo Piano Regolatore di Asti: mancano dati e dibattito?”
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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Forum Salviamo il Paesaggio
Nella seduta dell’8 settembre scorso il consiglio comunale di Asti ha finalmente preso in esame una mozione presentata da Mario Malandrone, Mauro Bosia, Vittoria Briccarello e Gianfranco Miroglio il 12 febbraio dello scorso anno.
Il tema riguardava l’opportunità di tornare a censire il patrimonio immobiliare esistente nel Comune (e, in particolare, quello non occupato), aderire alla specifica campagna nazionale promossa dal Forum Salviamo il Paesaggio e ipotizzare azioni concrete per adottare un apposito regolamento comunale basato su una corretta applicazione dell’articolo 42 della Costituzione Italiana.
Un regolamento che la campagna del Forum Salviamo il Paesaggio suggeriva secondo le indicazioni di Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, e già in vigore da oltre 10 anni nel comune marchigiano di Terre Roveresche (e ora da diversi altri municipi in tutta Italia).
La mozione presentata rappresentava – a nostro parere – una buona occasione per aprire un dibattito locale evitando astrattismi e concentrarsi quindi sui dati di fatto e su un “bisogno” sempre più urgente di rimettere al centro di qualunque azione politica il Bene Comune (e, nel nostro caso, dei beni di proprietà privata, che la Costituzione ritiene sì di dover tutelare, ma vincolandoli al rispetto di una funzione sociale: condizione che un immobile o un alloggio abbandonato platealmente non rispettano).
Questo “bisogno” urgente evidentemente non pare appartenere al sentire dell’attuale maggioranza consiliare, dato l’anno e mezzo abbondante di attesa e, ancor più, registrando come la pratica sia stata esaurita in circa 4 minuti tra la presentazione della mozione effettuata da Michele Miravalle e la replica “gentile” dell’assessora all’urbanistica Monica Amasio. L’argomento è stato completato con motivazioni appena accennate, che ci fanno ipotizzare che sia addirittura mancata la volontà di leggere il Regolamento proposto.
L’assessora, infatti, ha ripetuto nel suo intervento che il Comune non possiede le disponibilità finanziarie per agire con espropri; ma l’esproprio è tutt’altra procedura rispetto a quanto proposto dal regolamento suggerito dal Forum Salviamo il Paesaggio e da Paolo Maddalena.
Nel Regolamento si evidenzia che la corretta applicazione dell’articolo 42 della Costituzione prevede un iter di Ordinanze motivate (il che necessita, ovviamente, di una precisa preventiva scelta politica dell’amministrazione) che, qualora il proprietario non proceda a quanto intimatogli, offre la possibilità di acquisire “ope consitutionis” il bene degradato iscrivendolo al patrimonio del Comune. Senza alcun esborso (previsto, invece, per qualunque esproprio).
Una volta acquisito il Bene, il Comune potrà poi valutare se utilizzarlo direttamente per la comunità oppure assegnarlo a terzi in diritto di superficie, come previsto dalla seconda parte del Regolamento stesso.
Temiamo, dunque, che neppure l’assessora abbia analizzato a fondo il Regolamento suggerito, la cui illustrazione era stata oggetto di un approfondito seminario di formazione sull’argomento svoltosi il 15 maggio dello scorso anno al Foyer delle famiglie, a cui peraltro non aveva partecipato alcun assessore, ma solo i consiglieri di opposizione e un unico membro della maggioranza consiliare.
Occasione di dialogo perduta, peccato.
L’assessora rimanda ora al lavoro e alle proposte che l’Ordine degli Architetti ha iniziato a delineare a fine giugno per ridisegnare il volto del capoluogo. Ma oltre alle decine di contenitori grandi e medi abbandonati, ci sono anche molte centinaia di “semplici” appartamenti privi di funzione sociale (3.208 secondo lo specifico censimento realizzato dal Comune nel 2013 e non più aggiornato): ne vogliamo discutere? Come può prendere forma un nuovo Piano Regolatore in assenza di dati sul patrimonio edilizio esistente ma non utilizzato e senza un dibattito ampio che ne tenga conto?
Nel frattempo le liste dei richiedenti di alloggi a canone sociale si allunga e non è soltanto un freddo elenco excel ma la storia e la vita di persone…






