Lettere al direttore
“Il randagismo non nasce dal nulla”
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Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione “Insieme per i 4 Zampe” una riflessione dedicata a tutti coloro che, anche durante il periodo estivo, scelgono di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e le proprie risorse per il benessere degli animali.
Anche quest’anno abbiamo fatto tutto il possibile. Abbiamo recuperato, curato, nutrito, svezzato e accompagnato verso una nuova vita decine di gatti e gattini. Ma non sarà mai abbastanza finché non si comprenderà una verità semplice: il randagismo non nasce dal nulla.
Nasce da scelte che sembrano piccole, innocue, perfino normali. Nasce dalla convinzione che una cucciolata “non faccia male a nessuno”, che “una volta sola” non abbia conseguenze, che sterilizzare possa aspettare.
Ma ogni cucciolata non programmata contribuisce ad aumentare il numero di animali destinati a vivere nell’incertezza, esposti a fame, malattie, incidenti, abbandoni e sofferenza. Significa alimentare una sovrappopolazione che compromette l’equilibrio della popolazione felina e mette a dura prova le risorse di chi ogni giorno cerca di intervenire.
Sterilizzare non significa negare qualcosa a un animale. Significa proteggerlo. Significa prevenire nascite che non possono essere gestite responsabilmente e impedire che altri gatti finiscano per pagare il prezzo dell’incuria umana.
Per questo la responsabilità non è della “vicina con la cucciolata”. La responsabilità è di tutti coloro che scelgono di non sterilizzare, ignorando le conseguenze delle proprie decisioni.
Ogni anno migliaia di persone si accalcano sotto i post delle cucciolate casalinghe con richieste impulsive e superficiali. “Ne voglio uno!”, “Ce n’è uno nero?”, “È maschio o femmina?”. Poi però gli stessi volontari che si occupano di salvare vite vengono criticati perché fanno domande, verificano le condizioni dell’adozione e cercano di capire dove finirà quel gattino.
La realtà è che un gattino non è un peluche da consegnare al primo che lo richiede.
Dietro una cucciolata “casalinga” spesso c’è una gatta non sterilizzata e una gestione improvvisata. Pochi si chiedono se quei gattini siano stati visitati da un veterinario, sverminati, trattati contro i parassiti o controllati per eventuali patologie. Eppure noi volontari vediamo ogni giorno le conseguenze di questa mancanza di responsabilità: gattini infestati da pulci e parassiti, debilitati dall’anemia, colpiti da infezioni o da malattie che avrebbero potuto essere prevenute.
Questa è la differenza tra chi cerca semplicemente di “piazzare” dei cuccioli e chi dedica il proprio tempo al loro benessere.
I volontari non fanno domande per capriccio. Non sono selettivi per arroganza. Controllano, curano, seguono percorsi sanitari, sostengono spese spesso di tasca propria e cercano famiglie in grado di garantire una vita sicura e dignitosa. Lo fanno perché sanno che dietro ogni gattino ci sono responsabilità enormi e perché, dopo averlo salvato, vogliono offrirgli una possibilità concreta di futuro.
Oggi tantissimi gattini cercano una casa. Una casa per sempre. Una famiglia consapevole e responsabile che li accolga per tutta la vita.
Per questo, prima di chiedere un gattino, chiedetevi da dove arriva. Chiedetevi se è stato curato, visitato, protetto. E prima di criticare un volontario che vi pone dieci domande, chiedetevi perché quelle stesse domande non ve le ha fatte chi quel gattino lo stava regalando.
La lotta al randagismo inizia da un gesto semplice ma fondamentale: la sterilizzazione.
Perché ogni cucciolata evitata significa meno sofferenza, meno abbandoni e più possibilità di garantire una vita dignitosa ai gatti che già esistono e che aspettano soltanto una famiglia che li ami davvero.
Sterilizzare è un atto di responsabilità. Adottare è un impegno. Sostenere i volontari significa scegliere il benessere degli animali prima delle proprie comodità.
Fonte immagine Depositphotos.com






