ICIF ed Ente del Turismo LMR celebrano il Valore dell’Ospitalità: a Costigliole d’Asti la proclamazione del Manifesto
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Il Castello di Costigliole d’Asti ha ospitato oggi, martedì 8 settembre, la cerimonia “Celebriamo il Valore dell’Ospitalità”, promossa da ICIF – International Culinary Institute of Italy ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. In un gremito salone nobiliare della struttura si è tenuta l’inaugurazione dell’Anno Accademico ICIF, accompagnata dalla proclamazione ufficiale del Manifesto dell’Ospitalità.
Il documento, ideato da Piero Sassone, presidente ICIF, e proposto a Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che lo ha condiviso fin da subito, definisce l’ospitalità come un mestiere che si impara stando accanto a chi lo svolge con competenza, e che va poi trasmesso a chi verrà dopo. È la voce di chi lavora dietro le quinte della ristorazione e dell’accoglienza: non solo gli chef che ricevono i riconoscimenti, ma soprattutto chi non compare in nessuna classifica e tiene aperto ogni giorno – la parte più numerosa dell’ospitalità italiana, e al tempo stesso quella di cui si parla meno. Difenderne il valore, si legge nel testo, significa difendere una parte dell’identità del Paese.
Nel suo intervento Sassone ha ricordato Guido e Lidia Alciati, che nel 1961 a Costigliole aprirono quello che fu il primo due stelle Michelin del Piemonte: un’eredità oggi portata avanti dai tre figli Piero, Ugo e Andrea: da questo ricordo di Sassone è nata l’idea di valorizzare chi resta nascosto dietro le quinte.
Rabino, dal canto suo, sottolineato lo stretto collegamento tra il Manifesto e il “Buon Vivere” di Langhe Monferrato Roero, “un territorio che va incontrato con rispetto e non consumato, e che deve la propria capacità di restare desiderabile e memorabile proprio all’ospitalità intesa come professione. L’obiettivo – ha spiegato – è che i luoghi entrino nelle persone e non solo nelle loro fotografie, lasciando nell’ospite, una volta rientrato a casa, la voglia di tornare e quella di raccontare quanto vissuto.”
Sassone e Rabino hanno sottoscritto insieme il testo, apponendo la firma sul grande Libro delle Firme rilegato, destinato a restare al Castello. A leggere il manifesto al termine degli interventi è stata Evelina Christillin, in qualità di “amica di Costigliole”, che ha fatto da madrina della giornata e nella lettura del Manifesto, con il ricordo della grande figura di Carlin Petrini.

Il Manifesto dell’Ospitalità si articola in sette principi: il lavoro vero non si mostra; l’ospitalità contadina è senza standard; il paesaggio è opera di chi lo abita; i riflettori su tutto il comparto; ospitare è un mestiere che si trasmette; se se ne vanno i giovani, se ne va la cultura; dire grazie è un atto pubblico.
In prima fila, tra chi ha preso parte alla cerimonia e ha posto la propria firma, il sindaco di Costigliole d’Asti Enrico Cavallo, padrone di casa, l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il Prefetto di Asti Claudio Ventrice e Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.
Alla giornata hanno preso parte anche altri rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e del territorio, le rappresentanze consolari di Türkiye, Taipei e Filippine, Maestri della cucina italiana e operatori dell’ospitalità provenienti da tutte le Regioni italiane, insieme agli allievi ICIF, quest’anno provenienti da tredici paesi diversi.
I lavori si sono conclusi con un rinfresco preparato dagli allievi dell’Istituto, con vini e prodotti del territorio.







