Canelli, la palazzina del peso sarà “La Casa delle Associazioni”: ecco il progetto di riqualificazione “Cherplure”

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni dell’assessora Marinella Quaglia sul futuro della Palazzina del Peso di Canelli.


Quando, nel 2024, siamo arrivati alla guida dell’Amministrazione comunale, abbiamo avuto modo di conoscere la possibilità di utilizzare importanti risorse dei Fondi FSC – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, destinate a sostenere interventi di sviluppo e riqualificazione dei territori. Abbiamo immediatamente iniziato a ragionare su quale patrimonio comunale potesse rappresentare il luogo più adatto per un intervento capace di andare oltre la semplice riqualificazione edilizia e diventare, invece, una vera occasione di rigenerazione urbana e sociale.

La scelta è caduta sulla Palazzina del Peso

Oggi è un fabbricato che appare privo di una precisa identità, caratterizzato dalla sovrapposizione di stili e da un aspetto vetusto, senza particolari elementi di interesse architettonico. Ma proprio per questo abbiamo ritenuto che potesse rappresentare una sfida e, soprattutto, un’opportunità. La Palazzina del Peso occupa infatti una posizione tutt’altro che marginale. È uno dei primi edifici che si incontrano entrando a Canelli provenendo da Asti e Torino e si affaccia su Piazza Europa, uno spazio caratterizzato dalla straordinaria corona di platani che ne definisce il perimetro e rappresenta uno degli elementi più riconoscibili di quest’area della città.

Eppure, nonostante questa posizione e le sue potenzialità, oggi questo luogo restituisce un’immagine che non è all’altezza di Canelli. Da tempo la zona presenta condizioni di abbandono e degrado. Da una parte c’è il fiume Belbo, elemento naturale che attraversa e caratterizza la nostra città; dall’altra un giardino oggi chiuso e inutilizzato, che potrebbe invece tornare a essere uno spazio vissuto dalla comunità. È un luogo di passaggio, ma può tornare a essere anche un luogo di incontro, socialità e partecipazione. Per questo la nostra scelta è stata quella di non limitarci a restaurare un edificio, ma di utilizzare questa opportunità per restituire dignità e vita a un’intera porzione della città.

La Casa delle Associazioni
Il progetto prevede che la Palazzina del Peso diventi la Casa delle Associazioni. È, a nostro avviso, uno degli aspetti più importanti dell’intervento. Al piano terra verrà realizzato uno spazio a servizio della comunità, pensato per ospitare incontri, iniziative, momenti di convivialità e attività collettive. A questo spazio sarà collegato il giardino, che potrà tornare a essere utilizzato per feste, incontri, manifestazioni e momenti di socialità. Al primo piano verranno invece mantenute le quattro stanze già oggi utilizzate dalle associazioni, con l’adeguamento dei servizi igienici. Non vogliamo quindi cancellare ciò che già esiste. Vogliamo valorizzarlo, migliorarlo e renderlo più funzionale, creando una vera casa comune per il mondo associativo di Canelli. È un investimento sul patrimonio comunale, certamente, ma soprattutto è un investimento sulle persone che ogni giorno contribuiscono alla vita della nostra comunità.

Perché “Cherplure”
Il progetto ha un nome che non è casuale: “Cherplure”, parola piemontese che significa “crepa”. Il nome nasce dal concept architettonico elaborato dal progettista e rappresenta un forte legame con il territorio di Canelli. La fonte d’ispirazione è la terra delle nostre vigne: quella terra che il sole rende arsa, che si apre e si spacca, creando delle crepe. Ma proprio attraverso quelle crepe passa l’acqua. E dall’acqua nasce la vita. Dalla terra, dall’acqua e dal lavoro dell’uomo nasce la vite.
È una metafora semplice, ma profondamente legata alla nostra identità. La zolla di terra diventa così l’immagine architettonica attraverso la quale raccontare Canelli: la fatica del lavoro agricolo, il rapporto con la terra, l’acqua del Belbo, la vite e, infine, la bellezza che il lavoro dell’uomo ha saputo costruire nel corso dei secoli.

Canelli non è soltanto una città che possiede un importante patrimonio storico. È una città riconosciuta dall’UNESCO per il valore eccezionale del paesaggio vitivinicolo e delle sue cantine sotterranee. Il progetto “Cherplure” vuole quindi interpretare in chiave contemporanea ciò che è Canelli. La terra, le vigne, il sole, l’acqua, il lavoro agricolo e il paesaggio diventano gli elementi attraverso i quali dare una nuova identità a un edificio che oggi identità non ha. È questo, secondo noi, il significato più autentico della rigenerazione urbana: non limitarsi a ristrutturare ciò che esiste, ma trasformare un luogo e restituirgli un significato.

Un nuovo ingresso alla città
La Palazzina del Peso rappresenta quindi un’occasione che va ben oltre il singolo intervento edilizio. Partiamo da un edificio anonimo e vetusto, inserito in un contesto che oggi presenta evidenti criticità. Vogliamo trasformarlo in un luogo aperto, riconoscibile e vissuto. Vogliamo che chi arriva a Canelli da Asti o da Torino non incontri più una porzione di città segnata dall’abbandono, ma trovi un luogo capace di raccontare immediatamente qualcosa della nostra identità. E vogliamo che, allo stesso tempo, i cittadini di Canelli possano riappropriarsi di uno spazio che appartiene alla collettività. La Casa delle Associazioni, il giardino, la relazione con Piazza Europa e l’inizio del percorso verso il centro città sono elementi che possono concorrere a costruire una nuova centralità.

I fondi FSC rappresentano un’importante opportunità economica, ma il vero valore di un finanziamento pubblico si misura nella capacità di trasformare le risorse in una visione per la città. Nel 2024 abbiamo visto nella Palazzina del Peso non soltanto un edificio da recuperare.
Abbiamo visto la possibilità di intervenire in un luogo strategico, oggi degradato, e di trasformarlo in uno spazio pubblico capace di generare socialità, partecipazione e senso di appartenenza.

“Cherplure” racconta proprio questo: dalla crepa della terra nasce la vita. E noi vorremmo che da quella “crepa” potesse nascere una nuova parte di Canelli. Una parte restituita alla comunità.