Banche, i sindaci del Monferrato e dei piccoli comuni piemontesi: «No ai tagli dei servizi» video
A Calliano Monferrato sottoscritto un manifesto per difendere la presenza degli sportelli bancari nei piccoli Comuni. I primi cittadini chiedono ad ABI, Regione e Governo un presidio minimo e un tavolo di confronto
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“Banche chiuse, territori aperti. No ai tagli dei servizi nei nostri borghi”. È questo il titolo del manifesto sottoscritto da alcuni sindaci del Monferrato, della Langa e della Val Bormida astigiana e da numerosi primi cittadini di piccoli Comuni piemontesi, riuniti a Calliano Monferrato per affrontare il tema della progressiva riduzione dei servizi bancari nei territori periferici.
Al centro dell’iniziativa c’è la preoccupazione per la chiusura delle filiali e per la riduzione degli orari di apertura degli sportelli, fenomeno che, secondo i sindaci, rischia di penalizzare cittadini e in particolare anziani, imprese, associazioni e visitatori.
Nel documento viene sottolineato come il Monferrato, la Langa, la Val Bormida astigiana e gli altri piccoli borghi piemontesi stiano vivendo una fase di crescita legata al turismo, all’enogastronomia e alle attività imprenditoriali. Un’evoluzione che, sostengono gli amministratori, deve essere accompagnata dalla presenza dei servizi essenziali.
«La presenza di servizi essenziali è condizione indispensabile per garantire il diritto dei cittadini e contrastare lo spopolamento dei borghi» si legge nel manifesto. Tra i servizi considerati strategici vengono indicati anche quelli bancari, la cui progressiva riduzione viene giudicata incompatibile con le esigenze di territori che puntano invece sullo sviluppo. Particolare attenzione viene rivolta al caso della Banca di Asti, indicato nel documento come esempio emblematico del passaggio da cinque a tre o due giorni di apertura, fino alla chiusura completa di alcune filiali. Per i sindaci, una simile situazione rischia di mettere «a rischio il futuro delle nostre comunità».
Da qui le richieste rivolte alle istituzioni e al sistema bancario. I primi cittadini chiedono ad ABI e agli istituti di credito di garantire un presidio bancario minimo in ogni Comune e di aprire immediatamente un tavolo di confronto per individuare soluzioni condivise. Alla Regione Piemonte e al Governo viene invece chiesto di riconoscere i servizi bancari come «servizio essenziale» e di introdurre incentivi destinati agli istituti che scelgono di mantenere presidi nei Comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti. Il manifesto coinvolge anche le istituzioni territoriali: alle Province piemontesi interessate e ad ANCI Piemonte viene chiesto un sostegno istituzionale e politico affinché le istanze dei piccoli Comuni possano essere portate nelle sedi competenti.
L’iniziativa, tuttavia, non si ferma alla sottoscrizione del documento. I sindaci si impegnano infatti a promuovere un convegno pubblico aperto a cittadini, associazioni e imprese e a proseguire le azioni necessarie fino all’ottenimento di “risposte concrete” per i territori.
Al momento sono 17 i Comuni aderenti al manifesto: Calliano Monferrato, Calamandrana, Caluso, Villata, Castelletto sopra Ticino, Mombaruzzo, Bubbio, Castell’Alfero, Monastero Bormida, Tonco, Livorno Ferraris, Quattordio, Rocchetta Tanaro, Borgo d’Ale, Monale, Grazzano Badoglio e Borgo Vercelli.
Il messaggio lanciato dai sindaci è dunque quello di difendere la presenza dei servizi nei piccoli centri come elemento indispensabile per mantenere vive le comunità e accompagnare la crescita economica e turistica del territorio.








