A Vaglio Serra si inaugura la mostra del Cabreo dei baroni Crova. Per l’occasione in scena lo spettacolo “Un sotanino rosso”

A Vaglio Serra il 3 settembre alle 21 nel Giardino dei tassi del Castello dei Crova sarà inaugurata la prima parte della mostra di riproduzioni fotografiche del Cabreo dei baroni Crova di Vaglio e Nizza con un video realizzato dall’Archivio di Stato e dall’Associazione.

La mostra avrà il suo allestimento completo il 27 novembre all’Archivio di Stato di Asti, Ente che conserva il documento originale e che esporrà altri preziosi cabrei con pubblicazione del catalogo. Nel febbraio 2027 la mostra sarà esposta a Nizza.

Il Cabreo dei beni appartenenti al barone Luigi Crova di Vaglio del 1769 è stato redatto dall’architetto e geometra Pietro Giovanni Petrino. E’ composto da 105 carte disegnate ad acquerello, che descrivono le proprietà dei Crova a Vaglio, Nizza, Calamandrana, Mombaruzzo, Fontanile, S. Marzano, Incisa, Vinchio, Rocchetta Palafea. Il disegno topografico dei terreni e delle coltivazioni è di alta qualità catastale e estetica. I Crova furono tra le più antiche e illustri famiglie nobili piemontesi. Fu Nicolao Crova giureconsulto, podestà di Mantova e referendario per il ducato del Monferrato ad acquistare nel 1606 il feudo di Vaglio dal duca di Mantova che lo investì del titolo di barone. Nel 1775 Vittorio Amedeo II di Savoia concesse la carica di luogotenente a Luigi I, che accrebbe i suoi possedimenti, ordinò il Cabreo e fece costruire dall’architetto Filippo Nicolis di Robilant il Palazzo Crova nel centro di Nizza.

In occasione dell’inaugurazione a Vaglio Serra, Chiara Buratti reciterà il monologo di Eugenio Carena “Un sotanino rosso” (ingresso libero).

Lo spettacolo, tratta di un fatto di potere che vede protagonista una giovane dama di compagnia di Lucrezia D’Este, discriminata subito dopo le nozze.  Si basa su un fatto storico realmente accaduto nel 1603, il matrimonio per motivi politici e ragion di stato del Barone Niccolò Crova con la giovane Eleonora Gualenghi, ferrarese a corte degli Este, matrimonio che avrà, come epilogo doloroso, un fatto di sangue. Scritto da Eugenio Carena come una cantata dell’epoca, non priva di epicità, ha una
breve parte in prosa, una lettera che sarà determinante ai fini della storia, che è un esplicito riferimento alla contemporaneità, Dove possibile, è supportata da un video. Il monologo è ispirato da una serie ricerche storiche svolte da Giuseppe Baldino.
Nell’ ascoltare “Un sotanino rosso”, si scopriranno tante similitudini con i fatti odierni di abusi verbali e non solo, violenze reiterate e perpetrate ai danni delle donne.  La vicenda narrata in prima persona, in quattro quadri che rappresentano i diversi periodi della vita della protagonista, racconta la breve esistenza travagliata di questa figura storica importante, dalla biografia poco conosciuta.  La durata dello spettacolo è di circa 55 minuti. L’ attrice è Chiara Buratti, nota a livello nazionale per essere anche una giornalista Rai, interprete teatrale di successo anche come autrice. Quattro donne è la sua più recente produzione, dedicata all’esplorazione di figure femminili diverse tra loro, ma solo in apparenza distanti. La particolarità del “sotanino rosso” sta nell’avere i cambi di scena a vista. Tutto avviene davanti allo spettatore, che immerso in un’atmosfera da sognante diventa via via, sempre più drammatica, coadiuvata dalla colonna sonora barocca, rinnovata per questa occasione con riferimenti espliciti al testo. Il costume di scena preparato da Arstelier, sartoria che si occupa di abiti storici, è frutto di una minuziosa ricerca filologica ed è stato preparato tenendo conto, nel confezionarlo, della manifattura dei vestiti rinascimentali e dei materiali adoperati in quel periodo.

La mostra fa parte del progetto di valorizzazione del Cabreo dei Crova, elaborato dall’Associazione culturale Davide Lajolo e concordato con l’Archivio di Stato di Asti, che svolge la consulenza scientifica. Nel corso dell’esposizione saranno organizzati incontri con studiosi e redatto un numero della rivista “Culture”, avvalendosi della collaborazione dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, dell’Accademia di cultura L’Erca di Nizza Monferrato, dell’Associazione culturale La Bricula, dell’Ordine degli Architetti di Asti per approfondire lo studio del documento e fare un confronto con il paesaggio agricolo di oggi, evidenziando le trasformazioni. Ha il sostegno del CSVaa e della Banca di Asti.

Il sindaco di Vaglio Serra Cristiano Fornaro presenta l’evento: “Come sindaco di Vaglio Serra, il primo e più sentito ringraziamento va all’Associazione Culturale Davide Lajolo e, in modo particolare, alla professoressa Laurana Lajolo, che ha avuto il merito di coinvolgere il nostro Comune in questo progetto. È grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di valorizzare la memoria e la cultura del nostro territorio se oggi abbiamo l’opportunità di conoscere e condividere con la comunità un documento che, conservato con grande cura dall’Archivio di Stato di Asti, racconta una parte importante della nostra storia. Il Cabreo colpisce innanzitutto per la sua incredibile bellezza: le immagini, le rappresentazioni dei territori, i dettagli e la cura con cui è stato realizzato restituiscono uno spaccato affascinante del nostro territorio nel Settecento. Ma ciò che rende questa esperienza ancora più interessante è la possibilità di confrontare la realtà di allora con quella di oggi e osservare le coltivazioni del passato con quelle presenti attualmente. Un aspetto che mi ha particolarmente incuriosito è stata inoltre la presenza di cognomi riconducibili a famiglie ancora oggi presenti a Vaglio Serra e nei Comuni limitrofi. È un elemento che rende questo documento ancora più vicino a noi e che ci ricorda come la storia sia parte della nostra identità e delle nostre comunità. Da questo progetto è nata anche l’idea di coinvolgere due cari amici e importanti esponenti della cultura e dello spettacolo del nostro territorio: l’attrice Chiara Buratti e lo scrittore Eugenio Carena, che hanno accolto sin da subito con entusiasmo l’invito a partecipare all’evento. Particolarmente significativo sarà il monologo scritto da Eugenio e interpretato da Chiara. Pur facendo riferimento a vicende della famiglia Crova e ambientate nel Seicento, il testo affronta tematiche che conservano una sorprendente attualità, soprattutto per quanto riguarda i soprusi e le violenze subite dalle donne. È proprio questo dialogo tra passato e presente a rendere ancora più forte il significato dell’iniziativa. Con questa mostra, e grazie alla preziosa collaborazione di tutte le persone e le realtà che hanno contribuito alla sua realizzazione, il Comune di Vaglio Serra vuole rendere omaggio alla famiglia dei Baroni Crova, alla sua presenza nella storia del nostro territorio e soprattutto a ciò che questa famiglia ha lasciato alle nostre comunità”.

mostra cabreo vaglio serra
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