Successo di pubblico e grande entusiasmo a Calamandrana per Teatro e Colline
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Si è riconfermato un successo, con un pienone di pubblico entusiasta, partecipe e coinvolto in tutte le serate, il festival “Teatro e colline – alfieri nel Borgo Unesco” nel Borgo Antico di Calamandrana Alta, quest’anno alla seconda edizione dalla ripresa.
Sono stati circa 1350 gli spettatori complessivi ai vari appuntamenti e momenti del programma provenienti da tutta la provincia e limitrofe, ampliati da turisti e abitanti del Borgo, del paese e delle frazioni coinvolti in vari momenti anche di preparazione del festival.
Il cartellone, che si è svolto dal 24 al 26 luglio, con un’anteprima da tutto esaurito con Oscar de Summa il weekend precedente, è stato organizzato dal Comune di Calamandrana, con la direzione artistica di Massimo Barbero della compagnia Casa degli alfieri.
Momento di spicco del fine settimana è stata certamente l’inaugurazione, sabato sera, del nuovissimo anfiteatro tra le colline con oltre 250 spettatori: un sogno dell’amministrazione divenuto realtà, un luogo di aggregazione culturale, pensato per la comunità e i turisti, dove poter godere del teatro e del paesaggio durante il festival e non solo. Per un’occasione così importante, altrettanto importante doveva essere l’attore sul palco: ha occupato magnificamente la scena Gabriele Lavia, che ha coinvolto ed emozionato il pubblico attraverso la poesia eterna di Giacomo Leopardi.

Commenta, infatti, la sindaca Pinuccia Lovisolo: “Giorni fantastici vissuti intensamente tra emozioni, riflessioni, incanto e poesia. L’emozione più grande è stata appunto inaugurare l’anfiteatro alla presenza del grande Gabriele Lavia, per guardare al futuro del Festival e farsi incantare dalla poesia, dalle stelle e dalla intensa presenza del nostro attento ed affezionato pubblico.
E tutti gli altri spettacoli, grappoli di luce e di poesia riflessi negli occhi degli spettatori e nel cuore di tutti quelli che credono in questo Festival, che in quelle giornate riescono a creare in cima al Borgo l’energia bella del teatro!”
Aggiunge Massimo Barbero: “Nel percorso di rinascita, di seconda vita di questo importante festival, abbiamo costruito un programma articolato di intrecci e contaminazione tra gli artisti e la comunità, che è stato notato e apprezzato dal pubblico, dagli addetti ai lavori, dalla comunità. È un vero e proprio progetto, non solo un cartellone di eventi. Al centro un Borgo in un microclima piacevole nella calda estate, che vuole diventare sempre più teatrale, anche durante l’anno coinvolgendo la popolazione e attirando artisti interessati a questo tipo di traiettorie.
Sono stati mesi appassionati e appassionanti, in cui l’amministrazione, gli uffici, i volontari, gli abitanti hanno dimostrato disponibilità, umanità e curiosità straordinari. Ringrazio lo staff di lavoro e i finanziatori tutti, in particolare gli sponsor privati del territorio che si sono fatti coinvolgere ben oltre al lato economico. Ci sono stati momenti di grande bellezza e incontro dal vivo, unici e irripetibili. Sono felice che è stata occasione quest’anno per raccontare la storia dal 1991 di questo festival, che è stato precursore di tendenze in campo culturale e sul contemporaneo. E il viaggio continua, mettete già a calendario luglio 2027 per una permanenza in quiete e bellezza nel Borgo di Teatro e Colline.”
Conclude Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero: «Il successo di Teatro e Colline conferma come la cultura sia uno straordinario motore di attrattività per il nostro territorio. Manifestazioni come questa sanno mettere in dialogo il patrimonio paesaggistico delle colline UNESCO con la qualità della proposta artistica, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica che unisce spettacolo, comunità e identità locale. L’inaugurazione del nuovo anfiteatro rappresenta poi un investimento importante, destinato ad arricchire l’offerta culturale e turistica di Calamandrana e dell’intero territorio di Langhe Monferrato Roero. Come Ente Turismo siamo convinti che iniziative di questo livello contribuiscano a rendere il territorio sempre più attrattivo, ampliando le occasioni di visita e di permanenza durante tutto l’anno».

Indimenticabile e magnetica anche Lucilla Giagnoni, che ha portato sul palco, tramite la sua voce multiforme, le eroine e gli eroi di Shakespeare. E ancora la compagnia romana di O Thiasos Teatro Natura, per la prima volta al festival, ha proposto una passeggiata alla scoperta di scorci inediti del Borgo; Sista Bramini, insieme a Camilla dell’Agnola e Nora Tigges, ha narrato tre miti così antichi da essere contemporanei sull’olivo, il vino e le pietre.
Non sono mancati i lavori che hanno visto la luce per la prima volta proprio durante la tre giorni: ha debuttato l’ultimo spettacolo di Casa degli alfieri, “Sorelle – O della fine del mondo”, da un testo come sempre poetico e ironico di Antonio Catalano e con Patrizia Camatel e Federica Molteni e Michele Eynard della compagnia bergamasca Luna e Gnac Teatro.
Il collettivo artistico intergenerazionale e multiprofessionale che ha coinvolto Dispari Teatro e Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Teatro Popolare Europeo e Social Community Theatre Centre ha presentato un primo studio in anteprima de “L’abito di C”, una performance sulla crisi climatica e la moda, accompagnata da una mostra fotografica di Chiara Agostinetto.
Il giovane Complesso Polar (Matteo Boglietti e Matteo Cicolin), con “Baloon”, una performance sonora per batteria, corno, campionatore e… palloncini, ha inaugurato la mostra “Paradiso Perduto” di Stefano Pedro Porro, un’installazione diffusa che indagava la rielaborazione del ricordo come una possibile liberazione dal presente.
Tra le novità del festival, anche una pubblicazione fresca di stampa: “Grappoli di stelle e scatenamento di energie. L’avventura di Teatro e Colline a Calamandrana”, di Carlo Francesco Conti, che ha raccolto i dati e le testimonianze dei vent’anni della prima era del festival. La presentazione del volume è stata un’occasione per ripercorrere la storia del festival, ma anche e soprattutto per esplorarne le prospettive: ne ha parlato lo stesso Conti insieme a Maria Grazia Cavallo, Mauro Penengo, Pinuccia Lovisolo, Bruno Spertino, Massimo Fiorio, Stefano Labate, Maurizio Agostinetto e Massimo Barbero.
Un festival, come quello di Calamandrana, si distingue per il legame con la comunità e si nutre del rapporto che si crea tra il Borgo e gli artisti, tra il pubblico e i performer, tra gli abitanti, il paesaggio e gli sguardi esterni. A raccontare, in poesia e movimento, tutto questo è stato l’ensemble Cifra Danza Teatro, che da maggio scorso ha vissuto il paese, ascoltando e intervistando chi ci vive, rimanendo in residenza a osservare e studiare. Duplice l’appuntamento di restituzione del loro sguardo: una “Passeggiata immaginale” ha portato i partecipanti a scoprire il territorio di Calamandrana, seguendo i sentieri nei boschi e nelle frazioni, accompagnati da pratiche artistiche e sensoriali; nel pomeriggio, invece, un “Convivio degli immaginari” ha riunito tutti intorno a tavole imbandite di ricordi e aneddoti, dove le voci delle testimonianze diventavano musica su cui poter danzare.

Tra le restituzioni, anche quella del laboratorio di teatro e danza per i bambini e i ragazzi del centro estivo, guidati da Federica Tripodi e Federica Tardito: un viaggio di meraviglia e stupore, tramite l’immaginazione dei più piccoli, per ridisegnare quello che sarebbe il nostro paese se a guidarlo fosse proprio un bambino.
Altro laboratorio amatissimo è stato quello residenziale per attori, tenuto da una delle voci più intense del teatro contemporaneo: il maestro dell’invisibile Danio Manfredini.
Hanno completato il ricco e variegato programma: l’installazione “Memorie del Borgo antico” nella canonica della Chiesa di San Bastian e la mostra “Resonanzen – Risonanze” a cura di Diana Schmuck.
Il punto ristoro del festival è stato il Bar/Trattoria “I Talenti”, gestito da ragazzi con disabilità intellettive dell’associazione Ager”S”; la serata finale è stata allietata dall’accompagnamento musicale del Plumbini duo.
E poi si è concluso con una festa nel Borgo: un’agnolottata in piazza, con la musica della Banda di Portacomaro per salutare quest’edizione e darsi appuntamento alla prossima.
Il festival è realizzato dal Comune di Calamandrana con la direzione artistica di Massimo Barbero della casa degli alfieri. Ha il contributo della Regione Piemonte e del Consiglio Regionale, il patrocinio della Comunità Collinare Vigne & Vini, dell’Associazione per il patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e con la collaborazione dell’Associazione Colline della Cultura, dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.
Ha il contributo della Fondazione CRAsti e della Fondazione CRT, con main sponsor D.R.C. Costruzione Generali S.R.L. di Deferro, CDZ Vini, Cantina Michele Chiarlo, Santero 95, sponsor Impresa Edile IEFI SrL, Belbo Sugheri Srl, Design Studio25 Srl e Banca di Asti.
Info cell. 3287069085 – comune.calamandrana.at.it – casadeglialfieri.it – Fb e Ig teatro e colline

Foto credit Chiara Agostinetto







