Padre Pietro Maria torna a Vinchio nella Chiesa che frequentava da bambino
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Dal 21 al 23 agosto a Vinchio alla Confraternita della Trinità sarà esposta, per gentile concessione della Parrocchia, in collaborazione con il Comune e la Proloco di Vinchio, la mostra fotografica “La rappresentazione dell’Universo. I globi terrestri e celesti di Pietro Maria da Vinchio (XVIII SEC)”, corredata dal video di Lucio Laugelli e da brani musicali di Felice Rggio, a cura dell’Associazione culturale Davide Lajolo.
Orario di visita: venerdì 21 e sabato 22 ore 18,00-20,00, domenica 23 ore 11.00-13, 17.00-20,00. Ingresso gratuito. Gli studi e il repertorio fotografico della mostra sono pubblicati nel n. 43 della rivista culture Rappresentare l’universo. L’inaugurazione è venerdì 21 alle ore 18.30.
Il frate cappuccino Pietro Maria da Vinchio (XVIII secolo) svolse la sua opera nel convento dei frati minori cappuccini della Chiesa di Santa Maria del Tempio di Casale Monferrato. Conosciamo la data di morte, 14 febbraio 1754, ma non conosciamo la sua data di nascita a Vinchio, che il frate appone alla sua firma. Pietro Maria da Vinchio, dotato di buone capacità artistiche, redasse e illustrò testi liturgici con partiture musicali, destinati ad altri conventi. Trasse ispirazione dai volumi letterari e scientifici presenti nella biblioteca del convento, illustrati con figure umane e mitologiche di santi protettori, allegorie, apparati decorativi xilografici. Fu studioso di opere matematiche e geografiche e esperto di tecniche cartografiche, utilizzate per esigenze militari e commerciali e per la descrizione dei territori. Fu apprezzato costruttore e decoratore di globi.

Mons. Gerolamo Caravadossi, uomo di raffinata cultura, nominato vescovo di Casale nel 1728, istituì nel 1738 la Biblioteca del Seminario con una ricca dotazione di beni librari. Conoscendo la perizia tecnica e scientifica di padre Pietro Maria, gli commissionò di costruire il globo celeste e il globo terrestre come prezioso ornamento della nuova istituzione. I globi furono realizzati tra il 1739 e il 1745 e furono particolarmente apprezzati per la fattura e la rappresentazione grafica.
Tra il 1746 e il 1751 Pietro Maria realizzò due globi più grandi e elaborati. Costruì la sfera del globo terrestre, oggi conservato nelle sale storiche della Biblioteca di Alessandria, dalla circonferenza di 115 centimetri, tra il 1746 e il 1748 in cartapesta gessata, foderata con carta disegnata ad inchiostro e dipinta con i luoghi descritti secondo le mappe geografiche del tempo.
Tra il 1750 e il 1751 Pietro Maria eseguì il globo celeste, ora esposto al Museo di Palazzo Cuttica di Alessandria. Dipinse i dodici fusi direttamente sulla sfera di cartapesta gessata e illustrò le costellazioni, scritte in latino, con eleganti figure mitologiche e fantasiosi segni zodiacali.
In quel tempo di esplorazioni i globi, rappresentando la terra e del cielo allora conosciuti, esprimevano la concezione culturale dell’universo degli stati europei, con le nuove acquisizioni scientifiche e con lo sfruttamento di risorse e di popoli. A partire dalla fine del ‘500 i globi diventarono oggetti ornamentali per impreziosire gli arredi di palazzi signorili, biblioteche e conventi.
Per la ricerca documentaria hanno fornito la consulenza: Biblioteca del Seminario Vescovile di Asti, Museo Diocesano di Asti, Società degli Studi Astesi, Biblioteca del Seminario di Casale Monferrato (AL), Comune di Alessandria – Biblioteca Civica “F. Calvo” e Museo civico di Palazzo Cuttica.
Il progetto ha il sostegno di CSVAA e di Banca di Asti.
Hanno collaborato Gruppo culturale S. Martino di Asti e Parrocchia di Vinchio.
Il sindaco di Vinchio Chiara Zogo sottolinea l significato della figura del frate per la comunità: “Per Vinchio è motivo di grande orgoglio vedere riscoperta e valorizzata la figura di Pietro Maria da Vinchio, un nostro concittadino del Settecento che, con il suo lavoro, seppe unire sapere, arte e conoscenza.
I suoi globi terrestri e celesti rappresentano una testimonianza straordinaria di una storia che merita di essere conosciuta e raccontata. È significativo che il nome di Vinchio sia legato a una figura così particolare e interessante, capace di lasciare una traccia importante nella cultura del suo tempo.
Desidero quindi esprimere il mio apprezzamento all’Associazione Culturale Davide Lajolo e a tutti coloro che hanno dedicato tempo e passione alla ricerca e alla valorizzazione di questa figura.
Credo però che il risultato più bello di questo lavoro sia che Pietro Maria da Vinchio possa essere conosciuto anche dalla sua comunità di origine. Riscoprire una persona che appartiene alla nostra storia significa infatti riscoprire una parte della nostra identità e offrire alle nuove generazioni l’opportunità di conoscere meglio le proprie radici.”









