Nocciole: a Castagnole delle Lanze battuto a 10 euro il punto resa a riferimento
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A Castagnole delle Lanze, nell’ambito della 167ma Fiera della nocciola, è stato battuto stamattina il primo prezzo della stagione corilicola, che segna il primo riferimento della campagna di commercializzazione delle nocciole: la Commissione – formata da portatori di interesse delle varie parti – ha stabilito il valore in 10 euro a punto resa, “primo premio di partenza per partite di qualità di prima fascia”.
Soddisfazione da parte dei produttori, come spiega la presidente Cia Alessandria-Asti Daniela Ferrando, produttrice di nocciole a Trisobbio, presente alla manifestazione: «È un buon punto di partenza, si tratta di una quotazione che andrà a superare i 400 euro/quintale per partite di buona qualità. La campagna di raccolta è circa a metà svolgimento e si presenta buona, speriamo che nelle prossime settimane il mercato recepisca questo prezzo e dia risultati ancora migliori, valutata la qualità del prodotto. Porta un po’ di ottimismo dopo annate gravi».
Il punto resa è una valutazione della qualità delle nocciole. Si prende un campione di raccolto in guscio, che al netto di difetti produttivi e a dimensioni sotto calibro dà la resa “pura”, che sarà moltiplicata per il valore stabilito. Ad esempio: se la qualità netta ha 44 di punto resa (nocciola di media-alta qualità), il prezzo riconosciuto sarà 44×10= 440 euro/quintale.

Una quotazione che conferma anche per questa annata le difficoltà produttive causate in primis dai cambiamenti climatici in una stagione che è partita sotto i migliori auspici nel periodo primaverile per poi peggiorare durante l’estate. “Il caldo eccezionale e la persistente siccità hanno progressivamente ridimensionato le attese produttive, determinando fenomeni di cascola e situazioni diffuse di stress vegetativo”, afferma il responsabile del settore tecnico di Asti Agricoltura Enrico Masenga. “Quest’anno inoltre – conclude Masenga – l’annata si sta sviluppando in più tempi, costringendo le aziende ad effettuare due o più raccolti a causa di una fioritura scalare ed una cascola prolungata. Queste molteplici operazioni fanno lievitare considerevolmente i costi da parte dei corilicoltori”.
“Anche se si tratta di una quotazione di partenza, sinceramente ci aspettavamo un prezzo più alto, considerate le condizioni atmosferiche che sono state costrette ad affrontare le nostre aziende negli ultimi anni e i costi di produzione alle stelle”, afferma il presidente della Confagricoltura di Asti Gabriele Baldi.
“Auspichiamo un progressivo aumento di prezzo nel corso del tempo per garantire maggiore remuneratività alle aziende e per sopperire a ingenti costi di gestione dei noccioleti. Ricordiamo che i nostri produttori sono il primo anello della filiera e gli artefici della qualità di una materia prima che sta contribuendo a mantenere alto il livello qualitativo del territorio astigiano”, conclude il direttore di Asti Agricoltura Mariagrazia Baravalle.










