Marina Balbo: “Estate e relazioni: perché le vacanze fanno emergere ciò che durante l’anno resta nascosto”
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Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni dell’astigiana Marina Balbo, psicologa, psicoterapeuta, trainer EMDR Europa e USA
Ogni anno milioni di persone attendono l’estate come il periodo in cui recuperare serenità, rallentare i ritmi e dedicare finalmente tempo alle persone più importanti. Nell’immaginario comune, le vacanze rappresentano una parentesi di benessere capace di riportare equilibrio nella vita di coppia e nella famiglia.
Non sempre, però, accade così. Anzi, è proprio durante le ferie che molte relazioni mostrano tensioni fino a quel momento rimaste silenziose. Secondo Marina Balbo, psicoterapeuta e Trainer EMDR, attribuire all’estate la responsabilità delle crisi è un errore di prospettiva. Le vacanze non modificano la qualità di un rapporto: semplicemente eliminano tutto ciò che, nel resto dell’anno, impedisce di vedere con chiarezza ciò che accade tra le persone.
Per mesi siamo assorbiti da orari, lavoro, incombenze, appuntamenti e continui stimoli. Questa corsa lascia poco spazio all’ascolto reciproco e persino alla consapevolezza delle proprie emozioni. Quando il ritmo rallenta, viene meno quella sorta di “rumore di fondo” che occupava ogni giornata. Restano il tempo condiviso e le dinamiche della relazione. Se il legame è solido, il tempo insieme rafforza l’intesa; se esistono fragilità irrisolte, queste tendono ad affiorare con maggiore evidenza. Non è raro che una discussione nasca da questioni apparentemente insignificanti. Decidere l’orario della sveglia, scegliere un ristorante o organizzare la giornata possono trasformarsi in motivi di scontro. Eppure il vero problema raramente coincide con il tema della lite. Dietro il disaccordo si trovano spesso il desiderio di essere ascoltati, il bisogno di sentirsi rispettati oppure la sensazione di non avere spazio nelle decisioni condivise.
Lo stesso meccanismo si osserva nel rapporto tra genitori e figli. Durante l’anno gli impegni scolastici e lavorativi limitano il tempo trascorso insieme; in vacanza, invece, la convivenza diventa continua. Così una discussione sullo smartphone o sul tempo trascorso online può in realtà riflettere esigenze molto più profonde. I genitori cercano vicinanza e confronto, mentre i figli rivendicano autonomia e indipendenza. Il conflitto nasce quando questi bisogni faticano a incontrarsi. Anche le aspettative possono diventare una trappola. C’è chi immagina che una settimana al mare o un viaggio desiderato da tempo possano restituire armonia a una relazione che da mesi attraversa difficoltà. Ma nessun luogo, da solo, può riparare ciò che nel quotidiano viene trascurato. La qualità di un rapporto si costruisce attraverso dialogo, presenza e attenzione reciproca, non grazie a un cambio di scenario. Le questioni irrisolte partono insieme a noi. La prospettiva dell’EMDR aiuta inoltre a comprendere perché alcune reazioni sembrino sproporzionate rispetto agli eventi. Un’osservazione del partner, una distanza improvvisa o perfino un silenzio possono riattivare esperienze emotive molto più antiche. Paura dell’abbandono, timore del rifiuto, ricerca continua di approvazione o convinzioni profonde sul proprio valore personale possono riemergere senza che ce ne rendiamo conto, influenzando il modo in cui interpretiamo il presente.
Marina Balbo affronta questi temi nel volume La cura dei ricordi (Mondadori), spiegando come le esperienze vissute nell’infanzia e gli eventi traumatici possano continuare a esercitare la loro influenza anche nella vita adulta. Sebbene il passato non possa essere modificato, è possibile intervenire sul modo in cui quei ricordi condizionano ancora oggi emozioni, comportamenti e relazioni.
Le vacanze rappresentano una sfida particolare anche per le famiglie separate e allargate. Suddividere il tempo con i figli, coordinarsi con ex partner, nuovi compagni e famiglie d’origine richiede un delicato equilibrio. Dietro l’organizzazione pratica possono riaffiorare sentimenti mai completamente elaborati, come gelosia, senso di colpa, esclusione o bisogno di sentirsi riconosciuti nel proprio ruolo. Eppure proprio questo tempo sospeso può trasformarsi in una preziosa occasione di consapevolezza. Fermarsi permette di osservare con maggiore lucidità il funzionamento delle proprie relazioni, riconoscere ciò che genera sofferenza e comprendere quali aspetti meritino attenzione. Le difficoltà, se affrontate con disponibilità all’ascolto, possono diventare l’inizio di un percorso di crescita anziché il segnale di una rottura inevitabile.
«Le vacanze non sono una terapia né una soluzione ai problemi», afferma Marina Balbo. «Sono piuttosto uno specchio che riflette ciò che esiste già. Se scegliamo di osservare quello che emerge invece che cercare immediatamente un colpevole, possiamo utilizzare quel tempo per rafforzare le relazioni. Il benessere autentico nasce dalla cura costante dei legami, non solo durante le ferie, e dalla capacità di elaborare le esperienze emotive che continuano ad accompagnarci.»
Marina Balbo
Psicologa, psicoterapeuta, trainer EMDR Europa e USA








