Lettere al direttore
“L’ex Ospedale di Asti non è una questione di destra o sinistra: è un problema sociale, economico e di sicurezza urbana”
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Riceviamo e pubblichiamo
L’intervento pubblicato su un quotidiano locale sull’ex ospedale riporta al centro dell’attenzione un problema che nessuno può ignorare.
Tuttavia la denuncia non deve trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro politico, quando, invece, la città ha bisogno di altro.
Come esponenti di Azione, avevamo già denunciato questa situazione di degrado in tempi non sospetti.
Sostenendo che l’abbandono del vecchio Ospedale rappresentava una ferita aperta per Asti.
Limitarsi ad individuare responsabilità politiche non basta.
In oltre vent’anni si sono succedute amministrazioni comunali e regionali di diverso orientamento, di centro destra e centrosinistra, senza che si arrivasse a una soluzione definitiva.
Per questo proponemmo un metodo diverso. Prima ancora dei nomi e degli schieramenti, occorre costruire un progetto condiviso.
Serve un tavolo aperto, che coinvolga tutte le forze politiche, le categorie economiche, il mondo sociale, l’Università, gli ordini professionali e le associazioni cittadine.
Un luogo nel quale confrontare idee e valutare concretamente le diverse ipotesi di recupero.
L’ex Ospedale non è una questione di destra o sinistra: è un problema sociale, economico e di sicurezza urbana.
La sua posizione, a pochi passi dal polo universitario, suggerisce una riflessione che merita di essere approfondita: perché non immaginare un Campus universitario, capace di attrarre studenti e servizi, integrato con spazi e attività dedicate alla terza età, favorendo un modello di convivenza intergenerazionale già sperimentato con successo in altre realtà?
Sarebbe un modo per ridare vita a un quartiere strategico, creare opportunità economiche e restituire un luogo oggi abbandonato ai cittadini.
Naturalmente questa è una proposta, non una verità assoluta.
Potrebbero emergere idee ancora migliori. Ma è proprio questo che serve un confronto serio e aperto.
L’obiettivo dovrebbe essere uno solo : arrivare, prima delle elezioni, a una visione condivisa sul futuro dell’ex ospedale.
Poi saranno mi cittadini a scegliere chi guiderà Asti, e l’amministrazione che uscirà dalle urne avrà il compito di trasformare quel progetto in realtà.
Le elezioni passano, i problemi della città restano.
Se almeno si riuscisse a costruire insieme, senza partigianeria, una proposta credibile, Asti potrebbe finalmente sapere di avere, in quel luogo simbolico, non più un monumento al degrado, ma un pezzo del proprio futuro.
AZIONE
COORDINAMENTO PROVINCIALE DI ASTI
Bovino Mario e Roberto Marmo






