Grande interesse a Cocconato per la seconda serata di Monfrà Stories
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Sabato 8 agosto Cocconato ha ospitato il secondo episodio di Monfrà Stories, la docuserie prodotta da Roundwood Studios che racconta il Monferrato attraverso le testimonianze di chi lo vive quotidianamente.
I protagonisti delle video-interviste incarnano la memoria storica del territorio e al tempo stesso tracciano nuovi sentieri in ambito di sostenibilità. Obiettivo dei produttori, Chiara Gianusso e Leonardo Medesani, è “dare luce a questo territorio, custodirne la memoria, celebrare le persone che lo animano, trasmettendo la cultura in un formato coinvolgente: il cinema”.

Alla sua seconda stagione, Monfrà Stories è un progetto itinerante. L’episodio precedente si è tenuto ad Aramengo con l’intervista alla presepista nonché restauratrice Anna Rosa Nicola. “L’agricoltura che coltiva l’equilibrio tra terra e cosmo” è il titolo dell’episodio dello scorso sabato. Il cortometraggio trasmesso è stato girato a 465 mt di altezza, su una delle colline più alte di Cocconato. Protagonista Paolo Macchia, agricoltore titolare dell’azienda biodinamica Maciot. Il suo amore per la terra è maturato fin da bambino, quando aiutava i suoi nonni nella loro azienda agricola. Da sempre votato al biologico, ad un certo punto ha scelto di compiere un ulteriore salto di qualità, passando all’agricoltura biodinamica. I suoi prodotti sono certificati Demeter, il più importante ente validatore a livello mondiale.
L’agricoltura biodinamica fu fondata da Rudolf Steiner (1861-1925), austriaco, filosofo, un personaggio ritenuto controverso perché si rifaceva a principi non solo scientifici: non rinnegava la scienza, ma la riteneva incompleta perché materialista. Le teorie di Rudolf Steiner si basano sull’Antroposofia, una “scienza dello spirito” che mira a connettere il mondo materiale con una dimensione spirituale e interiore dell’essere umano.

L’influenza di Steiner si è estesa in molti campi, come filosofia, sociologia, antropologia, economia, musicologia. Si è interessato di architettura organica e in ambito finanziario ha creato una banca steineriana. Oggi è noto prevalentemente per la pedagogia Waldorf con centinaia di scuole in Europa e nel mondo, per una medicina alternativa (la medicina antroposofica) e per l’agricoltura biodinamica, un metodo di produzione alternativo ideato nel 1924.
L’agricoltura biologica vieta i pesticidi e i concimi chimici di sintesi. L’agricoltura biodinamica va oltre: considera l’azienda un organismo unico e vivente, vieta anch’essa la chimica, ma aggiunge pratiche filosofiche, l’uso di preparati naturali specifici a base di erbe e letame e segue un calendario basato sulle fasi lunari.

“La nostra filosofia è prevenire – ha spiegato Paolo Macchia -. Non interveniamo sul prodotto finale, ma sulla predisposizione del suolo, restituendo alla terra gli elementi di cui ha bisogno per riequilibrarsi. I preparati li produciamo noi. Una porzione piccolissima dinamizzata, energizzata e sparsa nel terreno infonde ‘messaggi di acqua’ e di fertilità”.
Un sistema che può sembrare irrazionale, ma che funziona. Le piante crescono sane, più resistenti agli eventi estremi.
“Il contatto con la natura è quello che manca alle nuove generazioni – continua Paolo Macchia -. Il nostro corpo trae beneficio dai prodotti legati alla stagionalità; cavoli e broccoli consumati nel periodo invernale aiutano a prevenire influenze. Una passeggiata nel bosco, in mezzo al verde, è terapeutica. Un tempo queste conoscenze popolari si tramandavano da padre in figlio. Praticare l’agricoltura biodinamica è un modo per ridare dignità alle terre che ci hanno lasciato i nostri avi”.
Daniela Laganà







