Asti Pride sul programma di Futuro Nazionale: “Messi concretamente in discussione diritti e libertà fondamentali”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Associazione Asti Pride


Le parole contenute nel programma di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci su aborto, unioni civili, famiglie, persone LGBT+ e persone transgender minorenni non sono più soltanto provocazioni affidate a un’intervista o a un post sui social. Sono proposte politiche messe nero su bianco.

Ed è proprio per questo che Asti Pride ritiene arrivato il momento che anche le forze politiche progressiste e liberali escano dall’ambiguità.

A chi in questi giorni preferisce disquisire, spesso in modo vuoto e pretestuoso, di cultura woke, di eccessi del politicamente corretto o di presunte derive identitarie, chiediamo una cosa molto semplice: quando vengono messi concretamente in discussione diritti e libertà fondamentali, da che parte state?

Perché non si può parlare genericamente di libertà e contemporaneamente tacere davanti a programmi che propongono di cancellare le unioni civili, restringere i diritti delle donne, comprimere la libertà delle persone LGBT+ e rendere reato universale la transizione di genere dei minori.

Su questi temi non servono equilibrismi semantici, né la ricerca di una rassicurante quanto artificiale “terza via”.

Chiediamo ai partiti progressisti e liberali di dire con chiarezza quali diritti intendono difendere, quali proposte intendono contrastare e quale idea di società vogliono consegnare al Paese. Perché la democrazia non si difende soltanto quando i diritti sono già acquisiti. Si difende soprattutto quando qualcuno propone di toglierli.

Asti Pride non chiede adesioni a una cultura “woke”. Chiede alle forze politiche di dichiarare, senza ambiguità, se credono davvero nell’uguaglianza, nella libertà e nella dignità di tutte le persone. Il tempo delle disquisizioni astratte è finito. Ora servono posizioni, nette e non chiacchiere sotto l’ombrellone.