Non rubano lavoro, salvano vite: Croce Verde Asti replica agli haters sui volontari ad AstiMusica

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A volte basta un video, pochi secondi, per scatenare un putiferio social. È successo con il reel pubblicato sui canali sociali di ATnews e Croce Verde Asti e girato durante AstiMusica, un invito a diventare volontari per garantire l’assistenza sanitaria sempre, anche durante i grandi eventi. Sotto, una valanga di commenti critici, tra chi accusa i volontari di “rubare lavoro” e chi mette in dubbio il senso stesso di dedicare il proprio tempo libero al servizio degli altri. Croce Verde Asti ha scelto di non restare in silenzio e, attraverso due video pubblicati su Instagram e Facebook, spiega cosa c’è dietro alla parola “volontario”.

A prendere parola per prima è stata la presidente Nica Demetrio, con parole dirette: “I commenti sono liberi. I fatti lo sono ancora di più”. Alla base delle critiche, dice, c’è un’idea sbagliata: che i volontari tolgano lavoro ai dipendenti. La realtà, spiega, è che il volontariato “colma i vuoti dove, troppo spesso, le risorse pubbliche non bastano”. Dietro le divise arancioni, ricorda Demetrio, ci sono migliaia di persone che ogni giorno scelgono di dedicare tempo, energie e competenze agli altri, senza chiedere nulla in cambio: non un modo per “rubare” opportunità, ma un gesto di responsabilità verso la comunità. “Servono professionisti, servono dipendenti, ma servono anche volontari”, specifica nel video, invitando chi critica a fermarsi un attimo e chiedersi quante vite vengono aiutate ogni giorno grazie a chi decide, semplicemente, di esserci.

A raccogliere il testimone è poi Giacomo Sorba, direttore dei servizi di Croce Verde Asti, oltre vent’anni di storia personale dentro l’associazione, anche come dipendente. Parla con la consapevolezza di chi il soccorso lo vive da dentro: “Il volontariato non si misura dal luogo in cui si presta servizio, ma dall’impegno con cui lo si fa”. Essere presenti ad AstiMusica, spiega, non vuol dire godersi un concerto gratis: vuol dire vegliare su migliaia di persone, pronti a intervenire in ogni istante. E se qualcuno ha bisogno, la musica passa in secondo piano: “Si prende l’ambulanza e si fa il proprio dovere”. Un invito, il suo, prima di tutto a mettersi nei panni di chi sceglie di esserci.

Le loro parole non chiudono la polemica, ma provano a riportarla dove dovrebbe stare: non gli uni contro gli altri, ma insieme. E il confronto continuerà, seguite i nostri canali social per proseguire con la riflessione e, perché no, alla fine convicersi di diventare volontario!

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