Lettere al direttore

Il saluto di Franco Calcagno allo staff di Direzione dell’ITIS Artom: “Un gruppo speciale di persone speciali”

Riceviamo e pubblichiamo il saluto di Franco Calcagno allo staff di Direzione dell’ITIS Artom.


“Il valore di una scuola non si misura soltanto dai risultati che consegue, ma soprattutto dalle persone che, ogni giorno, mettono la propria competenza, il proprio tempo e la propria passione al servizio della crescita degli altri.”

Al termine di questo intenso e straordinario percorso professionale sento il dovere, prima ancora che il desiderio, di rivolgere un pensiero di profonda gratitudine ai componenti dello Staff di Dirigenza che hanno condiviso con me la responsabilità di guidare e far crescere il nostro Istituto.

Ogni traguardo raggiunto, ogni progetto realizzato, ogni difficoltà superata, ogni innovazione introdotta è stata possibile grazie ad un autentico lavoro di squadra, fondato sulla fiducia reciproca, sulla lealtà istituzionale, sulla competenza professionale e sulla capacità di mettere sempre il bene della scuola al di sopra di ogni interesse personale.

Abbiamo vissuto insieme anni complessi, caratterizzati da cambiamenti profondi, da sfide organizzative e culturali, da momenti difficili ma anche da grandi soddisfazioni. In ciascuno di voi ho trovato affidabilità, equilibrio, spirito di servizio, disponibilità al confronto, capacità di assumersi responsabilità e, soprattutto, la volontà di cercare sempre la soluzione migliore per studenti, famiglie e personale.

Ma, se dovessi individuare il valore che più di ogni altro ha caratterizzato il nostro cammino comune, sceglierei senza esitazione la cura delle persone.

Una scuola cresce quando si prendono decisioni corrette; diventa invece una vera comunità educante quando ci si prende cura delle persone. La cura è ascolto autentico, attenzione ai bisogni, rispetto delle fragilità, valorizzazione dei talenti, disponibilità ad accompagnare chi incontra difficoltà e capacità di riconoscere il merito senza dimenticare nessuno. È il modo più alto di esercitare la leadership educativa, perché mette al centro la dignità della persona prima ancora dell’organizzazione.

In questi anni avete dimostrato che la competenza tecnica, pur indispensabile, non basta. Avete saputo coltivare quelle competenze emotive e relazionali che rappresentano il vero patrimonio di una scuola: l’empatia, il senso di responsabilità, la capacità di mediare, di incoraggiare, di costruire fiducia, di motivare e di creare un clima nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, rispettato e valorizzato. Sono qualità che non si apprendono nei manuali, ma si costruiscono giorno dopo giorno attraverso l’esempio, la coerenza e la passione.

La scuola è, per sua natura, il luogo della semina. Ogni giorno affidiamo al terreno della vita idee, valori, conoscenze, esempi e speranze, senza avere la certezza di vedere immediatamente i frutti del nostro lavoro. Eppure continuiamo a seminare, perché sappiamo che educare significa credere nel futuro anche quando il raccolto appartiene ad altri.

Anche il nostro lavoro è stato una lunga semina. Abbiamo seminato innovazione, legalità, cultura della sicurezza, inclusione, senso di appartenenza, rispetto delle regole, collaborazione, fiducia e responsabilità. Molti dei frutti sono già visibili; altri matureranno negli anni a venire, grazie agli studenti che porteranno con sé ciò che hanno imparato e grazie ai colleghi che continueranno il percorso intrapreso.

Vi affido un augurio che nasce dall’esperienza condivisa: continuate a seminare con la stessa generosità, senza scoraggiarvi quando il terreno appare difficile, perché nessun gesto educativo autentico va perduto. Ogni attenzione dedicata ad una persona, ogni parola di incoraggiamento, ogni scelta giusta, ogni esempio coerente lascia un segno che spesso supera il tempo e lo spazio della nostra presenza.

I risultati raggiunti appartengono certamente a tutti noi, ma appartengono soprattutto agli studenti, che sono stati e continueranno ad essere il vero motivo del nostro impegno quotidiano. Essi rappresentano il raccolto più prezioso del nostro lavoro e la misura più autentica del valore della scuola.

Se oggi dovessi esprimere una valutazione conclusiva sul percorso che avete compiuto e sul contributo che avete offerto all’Istituto, non avrei alcuna esitazione: il voto sarebbe il massimo possibile. Non soltanto per la qualità del lavoro svolto, ma per la serietà, l’equilibrio, l’umanità e la dedizione con cui avete interpretato il vostro ruolo.

Vi chiedo soltanto una cosa: non disperdetevi e non disperdete il patrimonio umano e professionale che avete costruito insieme. Custodite e continuate a coltivare quelle competenze emotive, quella sensibilità educativa, quella capacità di lavorare in squadra e quella cultura della cura che avete saputo sviluppare in questi anni. Sono beni preziosi, forse i più preziosi, perché costituiscono il fondamento di ogni organizzazione che voglia davvero crescere.

Continuate ad essere persone che sanno ascoltare, accogliere, accompagnare e costruire relazioni positive. Continuate ad essere punti di riferimento per i colleghi, per gli studenti e per le famiglie. Continuate a credere che il cambiamento sia possibile quando viene alimentato dalla competenza, dall’esempio e dalla passione.

Con profonda stima, sincera riconoscenza e autentico affetto professionale e personale, Vi rivolgo il mio più sentito encomio.

Sono certo che continuerete a mettere il Vostro talento, la Vostra esperienza e la Vostra umanità al servizio della scuola astigiana, contribuendo ogni giorno a renderla un luogo sempre più ricco di cultura, inclusione, crescita e futuro.

Grazie per avere camminato al mio fianco. Grazie per avere condiviso una visione. Grazie per avere seminato insieme a me. I raccolti che verranno parleranno anche di Voi.