Banca di Asti, Azione rompe il silenzio: “Basta passerelle e selfie. Si avvera quanto denunciato al nostro congresso a marzo”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Azione


Non avremmo mai voluto che i fatti ci dessero ragione. Ma ciò che sta emergendo in queste ore sulla cassa di risparmio locale non è solo una fredda manovra finanziaria di riorganizzazione: è un colpo al cuore economico e sociale della nostra comunità. Di fronte alla prospettiva di un massiccio taglio di personale e a un silenzio istituzionale imbarazzante, non possiamo e non vogliamo tacere.

Quanto sta accadendo conferma purtroppo lo scenario che avevamo lucidamente previsto e denunciato pubblicamente già nel marzo 2026, in occasione del nostro congresso cittadino di Azione. Già allora avevamo sollevato forti preoccupazioni sul rischio di un progressivo svuotamento della principale realtà occupazionale e creditizia locale, anticipando l’allarme per la futura mancanza di posti di lavoro in città.

“Questo silenzio assordante porta a una situazione preoccupante e fa male alla città. Quando si tagliano i posti di lavoro e si blocca il futuro dei ragazzi negando il turnover, non si stanno solo sistemando i bilanci in vista di una vendita: si sta spegnendo la speranza di un intero territorio”, dichiara la segreteria cittadina di Azione.

Le notizie di un blocco drastico del turnover – dove a fronte di decine di pensionamenti le nuove assunzioni rischiano di essere minime o nulle – colpiscono al cuore le famiglie astigiane. Significa che i nostri giovani saranno costretti, ancora una volta, ad andarsene per trovare un futuro. La nostra banca, storicamente legata a doppio filo con il tessuto locale, non può trasformarsi in una realtà distante che bada solo ai profitti e si prepara a essere “tirata a lucido” per una cessione, lasciando a terra i lavoratori.

A destare profonda amarezza è soprattutto il comportamento dei politici locali. È doloroso e paradossale vedere rappresentanti delle istituzioni sempre pronti a fare passerella, a scattarsi selfie di solidarietà davanti ai cancelli delle aziende in crisi o a organizzare pullman di protesta a favore di telecamera, per poi dimenticarsene il giorno dopo a caccia di nuovi consensi. Di fronte alla più grande realtà aziendale del territorio, dove la politica locale siede direttamente nei board, cala invece un silenzio di convenienza. La politica non può essere una rincorsa ai like sui social: ha il dovere morale di agire con i fatti.

Per il bene di Asti, delle famiglie, dei lavoratori e dei ragazzi che sognano di rimanere a costruire qui il proprio futuro, chiediamo con fermezza una smentita ufficiale e un chiarimento immediato da parte degli organi competenti della Banca di Asti Fermiamo questo declino prima che sia troppo tardi: la città ha il diritto di sapere la verità.

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