Ambiente Asti: “Nel bilancio comunale la cifra destinata all’agricoltura è zero”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Ambiente Asti


Il Comune di Asti vanta uno dei territori agricoli più vasti e produttivi di tutto il Piemonte, un mosaico di aziende agricole attive, storiche ed eccellenze agroalimentari uniche. Eppure, nel bilancio comunale, la cifra destinata al settore agricolo si riassume ancora una volta con un numero brutale: zero.

Non si tratta di una svista temporanea, ma di una triste tradizione. Una staffetta al ribasso che si tramanda da un’amministrazione all’altra senza soluzione di continuità, nell’indifferenza della classe dirigente. Questa totale assenza di fondi dimostra una cronica incapacità di comprendere che l’agricoltura è la vera spina dorsale economica, ambientale e sociale della nostra comunità.

L’emergenza sul campo: la terra brucia, il Comune guarda altrove 

Il dato che grida vendetta è che l’azzeramento dei fondi continua nel pieno di una crisi climatica senza precedenti, che sta cambiando la geografia stessa delle nostre colline.

La morsa della siccità: senza acqua, l’agricoltura astigiana muore.

Eventi atmosferici estremi: grandinate killer, bombe d’acqua e gelate tardive non sono più eccezioni, ma minacce costanti che in poco tempo mandano in fumo il lavoro di un intero anno.

Crolli produttivi: un settore vitale e multifunzionale si ritrova piegato dai costi di produzione, aggravati dalle crisi internazionali, e dalle rese agricole ridotte dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Di fronte a un comparto in stato di emergenza strutturale, che avrebbe bisogno di tutele, investimenti e pianificazione idrica, la risposta di Palazzo Civico resta un desolante: Zero uguale zero. Punto e a capo.

Oltre il folklore: per salvare il territorio serve una strategia
Cosa dovrebbe fare il Comune rurale più grande del Piemonte? È fondamentale chiarire un equivoco: l’agricoltura di Asti non si riduce ai mercatini a chilometro zero allestiti durante la Douja d’Or, alle sfilate o ai villaggi natalizi.

Queste iniziative, che sostengono la filiera corta, la promozione turistica e la valorizzazione delle produzioni locali, sono positive, ma non rappresentano una vera politica agricola. Per sostenere davvero il nostro territorio rurale serve un’idea di sistema coerente con la sostenibilità ambientale e con le linee guida europee del “Farm to Fork” e della nuova PAC.

Le proposte di Ambiente Asti
Per questo Ambiente Asti propone:

– Gestione idrica e resilienza: creare una rete di piccoli invasi e infrastrutture per il recupero delle acque piovane, aiutando le aziende agricole delle frazioni a combattere la siccità.
– Intercettare i fondi europei: attivare sportelli comunali per permettere ad Asti e ai suoi produttori di accedere in modo capillare alle risorse del PSR (Piano di Sviluppo Rurale).
– Costruire reti forti: costituire finalmente un GAL (Gruppo di Azione Locale), dare vita a un Biodistretto e promuovere i Distretti del Cibo.
– Rilanciare le frazioni (Le Ventine): valorizzare le nostre frazioni come presidio umano contro il degrado e l’abbandono, contro il pericolo del dissesto idrogeologico, legandole ai prodotti a denominazione comunale (De.Co.).

Asti deve recuperare la propria identità agricola.

Asti è il capoluogo della provincia del vino, il cuore del territorio UNESCO e del Distretto Paleontologico. Deve recuperare la propria identità storica astesana, tutelando chi la terra la lavora e la difende dai mutamenti climatici ogni giorno, anziché limitarsi a rivendicare un’identità del Monferrato che appartiene anche ad altre realtà come Moncalvo o Casale.

Finora, di fronte alla crisi della terra, abbiamo visto solo il deserto della politica. Ambiente Asti continuerà a chiedere una scelta diversa: perché difendere l’agricoltura significa difendere il futuro del nostro territorio.

 


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