Festeggiati a Montechiaro d’Asti i dieci anni di sacerdozio di don Emanuele Baviera
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Domenica scorsa 28 giugno nella chiesa parrocchiale di s. Caterina, si sono festeggiati i primi 10 anni di ordinazione presbiterale di don Emanuele Baviera, alla presenza dei sindaci di Montechiaro, Cortanze, Cunico, Soglio e Viale e la zona 1 alpina del capogruppo Luigi Penna ( Aramengo, Cocconato, Colcavagno, Cortanze, Cunico, Montechiaro, Montoglio, Piea, Piovà e Soglio). Presente anche il presidente Paolo Dezzani della sezione UNIRR Monferrato con il labaro, la comunità locale e dei paesi di Cerro e Rocchetta Tanaro.
Parafrasando il celebre detto attribuito a Sant’Agostino – chi canta prega due volte – il coro polifonico di Montechiaro, diretto da Manuela Vandero con la voce solista del baritono Aldo Casorzo, ha accompagnato con grande intensità la liturgia del decennale. Il canto, infatti, non è un accessorio o un abbellimento della celebrazione: è esso stesso parte integrante della liturgia, capace di dare alla preghiera un’espressione speciale e una solennità più profonda. La corale polifonica è un gruppo coeso, animato dalla voglia di stare insieme cantando e pregando, e domenica ne ha dato piena dimostrazione.
Sabato prossimo il coro sarà protagonista di un concerto nella chiesa parrocchiale di Piovà Massaia, proponendo un repertorio che spazia tra canti liturgici, classici e gospel. Una presenza di casa, dato che sia Piovà Massaia che Cerreto rientrano tra le comunità seguite dalla corale. I prossimi appuntamenti canori sono attesi per l’autunno-inverno.

Al termine della liturgia, don Emanuele ha preso la parola per guardare indietro a dieci anni di cammino. “Fui ordinato sacerdote di Cristo – ha ricordato – e quel piccolo germoglio ha incominciato a crescere.” Il primo incarico lo portò in Piemonte come vice parroco a Rocca, poi come parroco a Cerro e Rocchetta Tanaro. Anni in cui, ha sottolineato, ciò che conta non è il fare, ma l’incontrare: relazioni fondate sull’ascolto, sulla stima, sulle gioie e le fatiche, sui sorrisi e i dialoghi sinceri.
Un nuovo incarico lo ha poi portato nella Val Rilate, a Montechiaro, con altre parrocchie: Cortanze, Cunico, Piea, Soglio e altre ancora. Un inizio non facile, ma con l’aiuto del Signore le cose hanno ripreso vita: molte persone hanno bussato alla canonica, l’oratorio è ripartito grazie a un gruppo di ragazzi e ragazze molto determinati, e i collaboratori sono cresciuti nel tempo.
Don Emanuele ha voluto ringraziare uno per uno: l’accolito Giorgio, le corali, le associazioni del territorio, gli alpini, le Pro Loco, il Comitato Palio, le amministrazioni comunali. Un grazie speciale è andato alla sua famiglia e ai suoi genitori, che lo hanno sostenuto fin dai tempi del seminario: “Ogni giorno, quando salgo all’altare, vi porto con me nel mio cuore.” E infine un pensiero a Maria Santissima Immacolata, alla spiritualità mariana che accompagna il suo ministero sacerdotale.
Dieci anni sono un tempo significativo ma non sono un traguardo: sono una nuova ripartenza, l’inizio di un nuovo cammino di fede e spiritualità condiviso da dieci comunità del nord astigiano, da cui sale un sentito grazie a Don Emanuele.











