La scuola al centro della Protezione Civile: presentato al Salone del Libro di Torino il nuovo saggio sulla sicurezza territoriale

Un importante momento di cultura e cittadinanza attiva ha visto protagonisti 29 studenti delle classi quarte e quinte dell’Artom di Asti, accompagnati dai professori Gibellini, Giovara e Barisone al Salone Internazionale del Libro di Torino. L’opportunità, interamente offerta dall’istituzione scolastica per premiare ragazzi meritevoli e appassionati all’ambito letterario, è culminata presso lo “Spazio Editori del Piemonte” (Padiglione 2, Sala Editori). In questa prestigiosa cornice si è tenuta la presentazione del saggio intitolato “La Scuola come Nodo Strategico della Sicurezza Territoriale: analisi, criticità e prospettive di integrazione nei Piani di Protezione Civile”, pubblicato dalla casa editrice Team Service di Asti. L’opera, firmata dagli autori Patrizia Baruffaldi e Franco Calcagno, ha beneficiato della preziosa collaborazione di Giorgio Marino e del fondamentale supporto della Rete delle scuole per la Sicurezza di Asti.

Ad illustrare i contenuti e le finalità del volume sono stati due Dirigenti Scolastici, tra cui il Prof. Franco Calcagno. Durante l’incontro è emerso un dato statistico decisamente allarmante: circa il 78% dei presidi non conosce l’esistenza dei Piani di Protezione Civile applicati o raccordati alle proprie strutture.

Un punto di particolare riflessione ha riguardato la tendenza diffusa da parte dei cittadini a dare la sicurezza come un fattore scontato nei luoghi in cui si trovano. I relatori hanno spiegato che questo approccio è molto rischioso: in caso di calamità, non essersi informati preventivamente comporta la perdita di tempo prezioso per mettersi in salvo, un concetto tragicamente esemplificato dal precedente storico della tragedia di Crans-Montana. Da qui l’invito accorato dei relatori a non considerare la sicurezza un automatismo burocratico e a informarsi attivamente sulle procedure di emergenza locali non appena se ne ha la possibilità.

Il saggio intende scardinare la vecchia concezione della scuola intesa come entità isolata dal contesto urbano. Come evidenziato nell’abstract del progetto, l’obiettivo è promuovere un cambio di paradigma che identifichi la scuola come un “presidio di comunità” e un nodo strategico essenziale per la diffusione della cultura della prevenzione e la gestione delle emergenze. Sotto il profilo normativo, il testo integra le disposizioni del D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro) con il Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018), evidenziando la necessità di una governance condivisa tra Enti Locali, Prefettura, Protezione Civile e istituti scolastici, valorizzando figure chiave emergenti come il Disaster Manager.

I dati del monitoraggio presentati nel saggio indicano che oltre il 50% delle scuole soffre di una mancata coordinazione con i piani territoriali e di una carente valutazione delle infrastrutture rispetto ai rischi esterni (sismici, idrogeologici o industriali). Per colmare questo gap, il progetto traccia una Roadmap Strategica di 12 mesi articolata in quattro fasi (Diagnosi, Allineamento, Azione, Consolidamento), basata su tre pilastri operativi: approccio olistico, innovazione tecnologica e formazione attiva.

L’approccio olistico va inteso come estensione della sicurezza oltre l’emergenza fisica, includendo il rischio psicosociale (stress lavoro-correlato, molestie, violenza), l’inclusione delle disabilità e l’analisi dei near miss (quasi-incidenti) come strumenti preventivi.
L’innovazione tecnologica prevede l’implementazione della digitalizzazione per la gestione documentale e l’uso di sistemi di allerta in tempo reale.
La formazione attiva intende pensare ad una promozione della cultura del soccorso (es. l’uso del DAE) e il coinvolgimento diretto degli studenti in qualità di “ambasciatori di sicurezza” presso le proprie famiglie.

Il testo si arricchisce raccogliendo ed esaminando i modelli integrati e innovativi già sperimentati in diverse realtà locali della region.

Asti: Si distingue per lo sviluppo del progetto “Scuola Sicura”, incentrato su piani di evacuazione coordinati e sulla formazione degli studenti, per esercitazioni periodiche congiunte con la Protezione Civile, per l’utilizzo delle palestre come rifugi temporanei in caso di emergenze alluvionali e per il collegamento tra sicurezza sul lavoro e istruzione tramite il progetto DUALE presso l’ITIS Artom.

Villanova d’Asti: Ha visto lo sviluppo di piani di emergenza e mappe di rischio locale su misura per ogni plesso scolastico, inclusi percorsi accessibili per studenti con disabilità.

Torino: Eccelle sul fronte digitale attraverso piattaforme di allerta per notifiche in tempo reale a famiglie e personale, affiancate da simulazioni immersive con realtà aumentata per preparare gli studenti a scenari realistici.

Nichelino: Ha implementato la “Rete di Scuole Sicure”, un modello che uniforma i protocolli di sicurezza tra tutte le scuole della città e prevede un forte coinvolgimento dei nuclei familiari.

Il valore scientifico e civile del saggio è avallato da autorevoli contributi introduttivi. Nella sua prefazione, l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi, definisce la sicurezza come un vero e proprio “patto di comunità”, spiegando che formare uno studente sui rischi del territorio significa inserire un presidio di consapevolezza in ogni famiglia piemontese. L’Osservatorio Provinciale sulla Sicurezza della Prefettura di Asti sottolinea l’importanza della cooperazione istituzionale, rammentando che un piano di emergenza scolastico che non dialoga con quello comunale rischia di rivelarsi inefficace nel momento del bisogno.

Completano il quadro le riflessioni di Sergio Arduino (già dirigente scolastico e promotore di storiche iniziative di protezione civile legate alle piene del torrente Sangone), il quale auspica che la scuola si affianchi stabilmente al volontariato per costruire momenti di cittadinanza attiva, e dell’Arch. Flavio Paschetta (RSPP). Quest’ultimo lancia un monito chiaro ai tecnici e agli amministratori: un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) perfetto nella forma, se resta chiuso in un cassetto, è solo un “documento muto” che non salva nessuno; la vera prevenzione si fa trasformando l’adempimento burocratico in un progetto educativo vivente.

L’evento al Salone del Libro ha quindi ribadito che la sicurezza del territorio è una priorità strategica e sociale che necessita del coinvolgimento attivo di tutti. Grazie al saggio di Patrizia Baruffaldi e Franco Calcagno, impreziosito dal contributo di Giorgio Marino e sostenuto con forza dalla Rete delle scuole per la Sicurezza di Asti, le istituzioni e i cittadini dispongono oggi di una roadmap concreta per fare in modo che il territorio sia pronto ad affrontare le emergenze, partendo dal cuore pulsante delle nostre comunità: la scuola.