“Cura dell’Ambiente e Soluzioni Possibili”: gli studenti di Villanova d’Asti a lezione di futuro con l’UNESCO
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L’ I.C di Villanova d’Asti partecipa alla Giornata Conclusiva del Percorso Formativo 2025/2026 “La cura dell’ambiente e dei suoi abitanti: indagini e soluzioni possibili” organizzato dal Club per l’UNESCO di Torino.
Il percorso, promosso per l’Anno Scolastico 2025/2026 e rivolto alle scuole del territorio, vedrà riuniti 300 studenti e 12 classi di Scuole Primarie, Secondarie di I e II grado del Piemonte per il momento finale del loro lavoro.
Una rappresentanza della scuola, diretta dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Claudia Sardelli, presenterà il percorso “Abitare le Tradizioni: dai Santi sui Carri agli eventi di festa popolare” realizzato in una Unità di apprendimento rivolta alle classi seconde della Scuola Secondaria A. Astesano.
L’iniziativa, selezionata per la manifestazione conclusiva del Club per l’UNESCO di Torino, rappresenta il culmine di un percorso di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Silvana Baiotto che ha visto protagonisti gli studenti guidati dai docenti curriculari.
Il progetto promuove una visione circolare della storia e dell’economia locale. La scuola, ispirandosi alla riflessione di Oscar Bielli, che lo scorso dicembre sottolineava la necessità di un “ritorno all’apprezzamento del territorio”, ha adottato questa filosofia come vero e proprio principio ispiratore.
A farsi portavoce di questo messaggio è una figura emblematica delle tradizioni locali: Giacu Truss, la maschera del teatro popolare villanovese. Il contadino Giacu, simbolo di resilienza e ironia, si fa promotore dell’innovazione dialogando con una figura di antica memoria: Sant’Isidoro, il santo agricoltore assunto a patrono di fatto dalla comunità.
Uno degli aspetti più qualificanti del percorso didattico è stata la capacità dei Docenti coinvolti, Prof.sse Luciana Molino, Giuseppina Casciaro, Alessandra Cristinelli, Chiara Ruffinengo e Paola Semprini di integrare stabilmente il patrimonio locale nel curricolo scolastico, rendendo l’apprendimento più concreto, motivante e radicato nella realtà.
Gli studenti hanno studiato la geometria piana attraverso la realizzazione di manufatti in origami che riproducono la “Carità”, il pane della condivisione tipico della festa di Sant’Isidoro.
La tradizione dei Caritin è stata approfondita tramite laboratori di Storytelling e l’utilizzo del software Scratch, trasformando la memoria storica in narrazione digitale.
Il recupero delle tradizioni locali è stato anche sonoro, con laboratori dedicati allo studio del brando (danza tipica locale) e alla costruzione di strumenti musicali partendo da vecchi attrezzi agricoli recuperati.
Grazie al supporto dell’archivio storico e di guide esperte come Mario Tamagnone, i ragazzi hanno abbandonato i banchi per studiare direttamente sulle fonti.
La presentazione al Campus ONU vedrà il coinvolgimento di una rappresentanza degli alunni delle classi 2 M e 2B: Jayo Escudero Antonella, Di Gioia Gabriele, Addis Pietro, Genre Sofia, Tai Bao An, Pintadu Mattia, Carlevero Emma, Pace Claire, Visconti Chiara e Sito Gabriele, Vergnano Erik.
Gli studenti assicurano che non sarà solo una mostra di elaborati, ma la testimonianza di come le nuove generazioni possano “abitare” la tradizione come una bussola per il futuro.
Fonte immagine di copertina https://depositphotos.com/it/







