Lutto a Dusino San Michele per la scomparsa di Bruno Trevisan: fu sindaco dal 1999 al 2004

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Si sono svolte giovedì 16 aprile a Moncalieri le esequie di Bruno Trevisan, 84 anni, sindaco di Dusino San Michele dal 1999 al 2004 e quasi in contemporanea anche presidente dell’assemblea dell’Acquedotto della Piana dal 2001 al 2004.

Originario di Portogruaro, ex assistente contabile presso il Politecnico di Torino dove fu anche membro del Consiglio di Amministrazione in rappresentanza del personale non docente, Trevisan era residente a Moncalieri ma legato a Dusino da parentele e amicizie profonde; uomo di grandi iniziative e impegno civile nelle associazioni del paese, nel 1995 fu voluto da Agostino Berrino come candidato al consiglio comunale e poi, una volta eletto, come assessore e vice sindaco, fino al 1999. Erano gli anni delle battaglie ecologiche contro le discariche che il Consorzio Rifiuti dell’Astigiano voleva aprire sulla piana villanovese e Bruno Trevisan fu subito in prima linea per difendere il territorio, prima in veste di assessore all’ecologia e quindi, dal 1999 in quelle di sindaco del paese.

Mite ma anche irremovibile nelle posizioni prese, viene unanimemente ricordato per le sue grandi capacità dialettiche e nonostante la sua caparbietà nel perseguire gli obiettivi prefissati senza cercare troppi compromessi, gli è sempre stata riconosciuta la predisposizione ad essere uomo del dialogo e della tolleranza. Di idee progressiste e convintamente di sinistra, non si scompose né gridò allo scandalo quando proprio durante il suo unico mandato da sindaco si ritrovò in minoranza Carlo Gariglio, segretario nazionale del Movimento Fascismo e Libertà, per la prima volta eletto in un consiglio comunale. Rispettando quanto dichiarato in campagna elettorale, Trevisan avviò una collaborazione fattiva con l’opposizione che all’epoca si divideva fra Piero Skok e il già citato Gariglio, ottenendo proprio da quest’ultimo diversi attestati di stima, nonostante le chiare divergenze politiche e il consenso su diverse decisioni amministrative.

“Siamo un piccolo paese e abbiamo bisogno della collaborazione e dell’impegno di tutti e in particolare dei giovani, questo non mi stancherò mai di ripeterlo. Ho intenzione di dare spazio a tutti, consiglieri di minoranza compresi ma non solo: anche gli esclusi dal Consiglio, purché abbiano avuto voti, riceveranno incarichi nell’ambito delle varie commissioni che andremo a definire. Come ho già detto, voglio lavorare con i miei collaboratori all’insegna dell’unità del paese e avvalendomi della collaborazione di tutti quanti avranno intenzione di impegnarsi in favore del nostro paese e non intendo certo smentirmi.” Queste le parole riportate e pubblicate nell’intervista concessa subito dopo il suo insediamento a Franco Cravero, all’epoca corrispondente dell’Eco di Asti.

“Bruno è stato un grande uomo e un grande amico- ricorda oggi il sindaco di Dusino San Michele Valter Malino- Fu innanzitutto innovativo, per il nostro paese, lui che arrivava dalla città e aveva conoscenze di una realtà completamente diversa da quello che era Dusino San Michele all’epoca, si integrò subito nel territorio e nelle associazioni locali. Dalla Pro Loco al dialogo con i giovani, fu lungimirante e soprattutto capace di intessere amicizie fra le persone più disparate. Introdusse i primi mercatini in paese, difese il nostro territorio a spada tratta, da ambientalista convinto qual era e la sua scomparsa oggi apre una profonda ferita nei cuori di molti dusinesi. Per me la perdita di un caro amico con il quale mi sono confrontato più volte anche una volta diventato io stesso sindaco.”

Fu anche fra i fautori convinti della nascita del Pianalto Astigiano, la prima unione collinare di comuni che univa Dusino San Michele agli altri comuni della Piana e nel suo breve ma intenso mandato diede ampio spazio alle giovani leve e fra i giovani coinvolti in amministrazione all’epoca vi fu anche Annamaria Taverna, da lui voluta come assessore esterno: “Chi ha conosciuto Bruno sa benissimo che o si amava o si odiava: non c’era una via di mezzo perché lui non aveva mezze misure. Originario del Veneto è stato l’unico Sindaco non Dusinese o San Michelese DOC, ma ha amato il Paese e lavorato per esso a 360° più di qualsiasi altra persona nata e cresciuta in questi luoghi, me compresa. Amava i fatti alle parole, è sempre stato al di sopra delle parti e un uomo di cortesia e disponibilità eccezionali. Ha unito e lavorato insieme ai giovani ed indimenticabili sono state le simpatiche baruffe, in senso bonario, con il parroco Don Lorenzo Rossanino, spesso associate al film Don Camillo e Peppone e i suoi rinfreschi culinari al termine di ogni riunione. Gli sono eternamente grata per avermi iniziata alla vita comunale e per le innumerevoli volte che mi ha dedicato tempo nell’ascoltarmi e consigliarmi. Mi auguro che gli giunga da lassù il mio grande affetto unito al rammarico per non averlo potuto incontrare ancora una volta.”

Durante il suo mandato furono avviati i contatti con San Paolo Solbrito e la Provincia di Asti per arrivare all’allargamento della provinciale che unisce Dusino San Michele a San Paolo Solbrito ed entrò in vigore la nuova Revisione Civica e Toponomastica del paese con ridefinizione di tutti i numeri civici e l’integrazione delle strade esistenti e delle regioni di case sparse che il Comune di Dusino San Michele aveva e ha nella vallata che guarda verso Villafranca e Cantarana.

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