Illustrata dall’INPS di Asti la riforma della disabilità che entra nel vivo anche nell’Astigiano
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Una riforma epocale, anzi, una “evoluzione, e non solo cambiamento”, come sottolineato dall’Assessora ai Servizi Sociali Eleonora Zollo, è stata presentata oggi, venerdì 6 marzo, alle 10, nella Sala conferenze della Cassa di Risparmio di Asti -Piazza Libertà 23, dove si è svolto l’incontro dal titolo “La sperimentazione della riforma della disabilità: una sfida e una responsabilità condivisa verso l’integrazione e l’inclusione”, promosso dalla Direzione provinciale Inps di Asti.
Sala gremita per l’occasione, per una riforma che vedrà coinvolti numerosi attori locali e che riguarda tante famiglie. L’appuntamento si è reso necessario per illustrare sulle principali innovazioni introdotte dal Decreto legislativo 62/2024, che ridefinisce il sistema di riconoscimento della disabilità con l’obiettivo di rendere le procedure più rapide, eque e coordinate, ponendo al centro la persona. Dal 1° marzo è entrato in vigore anche ad Asti e con lei le novità principali che riguardano la valutazione di base, affidata all’INPS, e la valutazione multidimensionale, finalizzata alla costruzione di percorsi personalizzati e partecipati.

Ad illustrare la riforma, il Direttore centrale della Disabilità INPS Filippo Bonanni, il Direttore regionale INPS Piemonte Vincenzo Ciriaco e la Direttrice provinciale INPS Asti Emilia Grisi, insieme a Fabrizio Priano, responsabile comunicazione dell’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, e Valter Declame, direttore della Medicina Legale dell’Asl, in rappresentanza del Direttore Generale Giovanni Gorgoni. A portare i saluti, il Sindaco e Presidente della Provincia di Asti Maurizio Rasero. Al primo panel di illustrazione della riforma, ne è seguito un altro con rappresentati di tutte le realtà che, a vario titolo, verranno coinvolte nella riforma.
Si tratta di una sfida di trasformazione epocale, che richiederà una grande capacità di rete tra attori diversi. Se all’inizio del percorso di certificazione della disabilità sarà tutto in capo all’INPS, dopo l’invio del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore, e dopo la raggiunta certificazione, si passerà al Progetto di Vita.
Da una parte, l’INPS deve adattarsi al nuovo ruolo. Ad Asti, la nuova direttrice, Emilia Grisi, forte dell’esperienza ad Alessandria dove la riforma è già stata implementata, ha iniziato dalla logistica, per migliorare l’efficienza, con due nuovi gabinetti medici in più per accogliere l’utenza, e migliorare l’accessibilità. L’INPS deve fare i conti con la mancanza di medici: uno solo è stata inserito di recente dopo il concorso, a fronte di tre posti. “L’esperienza di Alessandria mette in luce come sia fondamentale la collaborazione con le ASL e quella di Asti ha dimostrato fin da subito disponibilità e consapevolezza verso le nostre necessità” ha sottolineato Grisi, disponibilità confermata pubblicamente da Declame.
Le principali novità della riforma sono state illustrate nel dettaglio da Filippo Bonanni che ha illustrato come cambia il processo di certificazione, che inizierà dall’invio del certificato medico introduttivo che sarà unico per tutte le prestazioni di cui una persona disabile può avere diritto. L’INPS sarà l’unico titolare del riconoscimento della condizione di disabilità, in ottica di semplificazione. Per la parte delle prestazioni economiche, il cittadino dovrà effettuare la comunicazione dei dati socioeconomici.
Una volta ottenuto il riconoscimento verrà elaborato il Progetto di Vita, per migliorare la qualità della vita della persona con disabilità e promuoverne la sua inclusione ed integrazione sociale. Qui entreranno in scena gli Ambiti territoriali, i Comuni o i Punti Unici di Accesso, con una unità di valutazione multidimensionale composta da professionisti che aiuteranno a rilevare i bisogni della persona, capire i suoi desideri e le sue aspettative, per definire il progetto.
La riforma della disabilità mette dunque la persona al centro, con le sue esigenze, con il coinvolgimento della famiglia, affinché il futuro di chi affronta ogni giorno delle difficoltà date dalla propria condizione fisica, mentale, intellettiva o sensoriale, possa essere un poco più semplice.









