Lettere al direttore

Riflessioni sull’anno scolastico in avvio di Franco Calcagno: “La scuola è fatta di persone vere”

Riceviamo e pubblichiamo.


Carissime studentesse e carissimi studenti,
gentili famiglie, docenti e personale ATA,

sta per iniziare un nuovo anno scolastico, il 2025-2026. Ogni inizio porta con sé emozioni contrastanti: entusiasmo e timore, curiosità e incertezza. Quest’anno, più che mai, siamo consapevoli delle difficoltà che ci circondano: da un lato un sistema scolastico che cerca di ammodernarsi con la digitalizzazione, senza essere ancora davvero efficiente; dall’altro le complessità tipiche di un organismo vivo come la scuola, che non può essere ridotto a regole semplici o a procedure burocratiche.

La scuola, infatti, non è una macchina. È fatta di carne, sangue, intelligenza, emozioni: è fatta di persone vere. E le persone, lo sappiamo bene, non sono mai perfette: hanno difetti e qualità, entusiasmi e paure, caratteri forti o più fragili. È questa varietà a rendere la scuola un luogo unico, irripetibile.

Dentro le aule e nei corridoi non si imparano solo formule e date, ma si vivono esperienze che rimangono per sempre. A volte non ricordiamo il titolo del libro studiato in prima superiore, ma nessuno dimentica il sorriso di chi ci ha fatto compagnia nelle giornate più difficili, il colore degli occhi del compagno o della compagna di banco, o quella risata liberatoria durante un’interrogazione che sembrava impossibile.

C’è chi ricorda ancora il primo grande fallimento: un esame non superato, un compito di matematica (sempre lei… la matematica!) con un voto che sembrava una condanna. Eppure, a distanza di anni, quelle sconfitte diventano lezioni più preziose di tante vittorie. Perché ci insegnano a rialzarci, a riprovare, a crederci ancora.

Ci sono poi momenti di festa: la gioia collettiva dell’ultimo giorno di scuola, quando i corridoi si riempiono di voci, di biglietti passati di mano, di promesse che – a volte – non verranno mantenute, ma che fanno parte della magia di quel tempo. E ci sono emozioni intime, profonde, come la tristezza del giorno dopo l’esame di maturità, quando ci si accorge che una fase importante della vita è davvero finita.

Anche per i docenti e il personale ogni anno è una storia a sé: c’è chi ricorda la commozione di fronte a una classe che si diploma, chi l’orgoglio di vedere un ex studente diventare un professionista, un genitore, un cittadino consapevole. E poi, c’è l’inevitabile emozione della pensione: il momento in cui si chiude un capitolo scritto giorno dopo giorno con dedizione. (Per i presidi, dicono, è diverso… ma non credeteci troppo: anche i dirigenti hanno un cuore!).

Tutto questo è la scuola: un esperimento sociale permanente, in cui si intrecciano vite, destini, passioni, errori, amicizie, amori. Un teatro dove non mancano goliardia, fatica, entusiasmo, conflitti, ma che lascia in chi lo vive ricordi indelebili.

Per questo, alla vigilia di questo nuovo anno, desidero porgere a ciascuno di voi il mio augurio più sincero. Agli studenti, di trovare motivazioni forti e di non avere paura di sbagliare. Alle famiglie, di accompagnare con fiducia e pazienza i propri figli. Ai docenti, di continuare a trasmettere non solo saperi, ma anche passione e curiosità. Al personale ATA, di sentirsi parte essenziale di questa grande comunità educativa.

Vi auguro un anno di studio e di lavoro, ma anche di relazioni autentiche, di nuove scoperte e di sogni da coltivare. Perché la scuola, alla fine, non è fatta solo di voti e di registri, ma di vita vissuta. E quella, davvero, non la dimenticheremo mai.
Buon anno scolastico a tutte e a tutti.

Franco Calcagno
Dirigente Scolastico Istituto Artom Asti