A Mombaldone la mostra personale di Carlo Dottor che celebra la bellezza

Più informazioni su

Archiviato l’evento della Notte Romantica, nello spazio espositivo della biblioteca comunale di Mombaldone continuano ad essere esposte le opere dell’artista internazionale Carlo Dottor.

Veneto di origine, Dottor ha iniziato il suo percorso artistico a Firenze, per proseguire a Parigi, dove nei quasi tre decenni di permanenza ha espresso la sua arte – pittura e scultura – esponendo in prestigiose sedi come il Grand Palais e diverse gallerie, partecipando ai circoli artistici e intellettuali internazionali che fioriscono nella capitale francese. Sempre a cavallo tra Francia e Italia, impegnato anche in progetti di valorizzazione del territorio, comunicatore e scrittore, da alcuni anni vive e lavora in Alta Langa. Definire la  sua arte non è semplice, perché non appartiene a nessuna corrente o movimento. Arte astratta, ma che intende evocare, attraverso il colore e il movimento, realtà e situazioni vere, come un luogo, un paesaggio, un momento della vita o uno stato d’animo. Il titolo fornisce una chiave per entrare in  questa evocazione, e allora non è difficile capire la lingua con cui l’artista evoca, ad esempio il “Mistral in Provenza”, un “Campo di lavanda in Alta Langa”, quel momento intimo quando soffia lo “Scirocco dell’anima”, il ricordo di quando “Paris s’éveille”, il mondo dell’”Opera lirica”…

Lo stile è tutto suo, nettamente riconoscibile in ogni opera, mai uguale ad altre o ripetitiva. La tecnica è unica: pittura a olio per punti in rilievo, forme che mantengono la leggerezza di un ricamo in movimenti slanciati, aperti verso l’esterno, l’infinito, con la luce che colpendo il micro-rilievo dei punti moltiplica la tridimensionalità e gli effetti cromatici, a volte cangianti in funzione del punto di osservazione. Si potrebbe dire che c’è un po’ di spazialismo, costruttivismo, lirismo, perché ogni composizione crea spazi, in cui forme costruite restano leggere, in movimento e trasparenti, vibrando di dettagli minuziosi collegati da linee pure e slanciate. Ma non serve una definizione. In fondo, Dottor non cerca un’appartenenza, cerca la bellezza in ogni opera, ritiene che per un artista sia un obiettivo imprescindibile, non si riconosce nell’arte che ritiene la bellezza superata, non più necessaria.

Della bellezza Dottor dice che “è quella cosa che quando la incontriamo rallentiamo quello che stiamo facendo. Creare o percepire bellezza è incompatibile con la violenza, la negatività, la superficialità”.

La mostra di Dottor sarà aperta fino al 28 settembre con aperture nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

Più informazioni su