Lettere al direttore
Calcagno:”La Repubblica non è un’eredità: è un impegno quotidiano”
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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Dirigente Scolastico dell’Artom Franco Calcagno sul 2 giugno.
È nata.
79 anni fa la Repubblica italiana ha preso forma, grazie alla scelta consapevole e coraggiosa di donne e uomini che hanno guardato avanti, immaginando un Paese libero, giusto e democratico.
Oggi possiamo dire che la nostra Repubblica è una signora matura per età, ma non sempre per etica, per morale, per senso autentico dello Stato.
Una Repubblica che vive ancora tra slanci e contraddizioni, tra eccellenze e fragilità.
Una speranza da coltivare ogni giorno, un ideale per cui vale la pena impegnarsi.
E proprio in questa prospettiva, la formazione rappresenta un valore irrinunciabile, il fondamento di ogni democrazia degna di questo nome.
Perché non c’è progresso senza cultura, non c’è libertà senza pensiero critico, non c’è giustizia senza conoscenza.
Chi lavora nella scuola lo sa bene: ogni giorno è un investimento nel futuro, anche se i frutti non sono immediati, anche se spesso i risultati non sono all’altezza delle risorse impiegate, dell’energia profusa, della passione messa in campo.
Eppure, l’impegno resta.
Tantissimi educatori, docenti, dirigenti, operatori scolastici credono profondamente in ciò che fanno.
Lo fanno per senso civico, per visione, per rispetto verso chi ha costruito prima di noi — e verso chi verrà dopo.
Non sono nato ieri, e ho goduto del benessere costruito da altri.
Per questo sento oggi il dovere di restituire.
Come uomo pubblico e come servitore dello Stato, il mio impegno non può che essere massimo.
Perché, come ricordava John F. Kennedy: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per il tuo Paese.”
Ecco allora il senso di questa giornata.
Educazione, senso civico, inclusione, benessere e salute non sono solo obiettivi: sono responsabilità comuni.
Non basta regalare un pesce a chi ha fame: dobbiamo insegnare a pescare.
Formare cittadini consapevoli, capaci di pensare, di scegliere, di prendersi cura della cosa pubblica.
Confidiamo — ovviamente, e meno male — nelle nuove generazioni.
Ma dobbiamo accompagnarle con coerenza, con coraggio e con visione.
Buon 2 Giugno a tutte e tutti Voi, care Amiche e cari Amici.
La Repubblica non è un’eredità: è un impegno quotidiano. Sta a noi renderla migliore.
Franco Calcagno






