Il premio Davide Lajolo il Ramarro 2025 a Daniele Dal Colle
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L’Associazione culturale Davide Lajolo, sabato 3 maggio alla Cantina di Vinchio Vaglio, ha assegnato il Premio Davide Lajolo Il ramarro 2025 a Daniele Dal Colle, sensibile poeta in musica, “partigiano” della pace e dell’amicizia tra i popoli.
Il riconoscimento è dato ogni anno a personalità della cultura, del giornalismo, dell’arte, della musica, della magistratura, dell’ambientalismo. Hanno partecipato alla premiazione i premiati di anni passati Gianfranco Miroglio, Francesco Ravetti, Lorenzo Giordano alla presenza del consigliere regionale Fabio Isnardi.
Il Premio è una foto d’autore di Fabienne Vigna del Casotto di Ulisse a Monte del Mare nella Riserva naturale della Val Sarmassa.
Laurana Lajolo, con la figlia Valentina Archimede, ha accompagnato la consegna del Premio a Daniele Dal Colle con la lettura di un brano della “Lettera ai poeti” di Papa Francesco, che dice:
“Voi siete occhi che guardano e che sognano. Non soltanto guardano, ma anche sognano. Una persona che ha perso la capacità di sognare manca di poesia, e la vita senza poesia non funziona. Noi esseri umani aneliamo a un mondo nuovo che probabilmente non vedremo appieno con i nostri occhi, eppure lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo. Uno scrittore latinoamericano diceva che abbiamo due occhi: uno di carne e l’altro di vetro. Con quello di carne guardiamo ciò che vediamo, con quello di vetro guardiamo ciò che sogniamo. La poesia non parla della realtà a partire da princìpi astratti, ma mettendosi in ascolto della realtà stessa: il lavoro, l’amore, la morte, e tutte le piccole grandi cose che riempiono la vita. Il vostro è — per citare Paul Claudel — un “occhio che ascolta”. L’arte è un antidoto contro la mentalità del calcolo e dell’uniformità; è una sfida al nostro immaginario, al nostro modo di vedere e capire le cose. E in questo senso lo stesso Vangelo è una sfida artistica. Essa possiede quella carica “rivoluzionaria. Non smettete mai di sognare”,








