Docenti riuniti in Astiss per discutere di burnout e disagio professionale
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Si è svolto sabato 15 marzo in ASTISS, un evento con circa 150 docenti, che si sono riuniti per discutere di burnout e disagio professionale, in un incontro organizzato e promosso dall’istituto Artom di Asti. Con l’intervento del dott. Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in stress lavoro-correlato, e del dott. Mauro Doglio, counsellor specializzato in dinamiche relazionali, sono stati affrontati temi di grande rilevanza per il mondo della scuola.
Il dibattito ha messo in luce le difficoltà sempre più pressanti che i docenti affrontano nel loro quotidiano: il lavoro di relazione continua con studenti, famiglie e colleghi, l’aumento delle responsabilità e la necessità di mantenere un equilibrio tra vita professionale e personale. Si è parlato di strategie per prevenire l’usura professionale, strumenti per gestire lo stress e la possibilità di creare ambienti di lavoro più sereni e supportivi.
L’alta partecipazione dimostra quanto questi temi siano sentiti dal corpo docente, evidenziando la necessità di ulteriori momenti di formazione e confronto per migliorare il benessere lavorativo degli insegnanti.
I dati sul crescente numero di insegnanti che ricorrono a cure psichiatriche negli ultimi 30 anni, passando dal 32% all’81%, evidenziano una realtà preoccupante: lo stress professionale nella scuola è un problema reale e diffuso. Questo incremento non significa certo che gli insegnanti siano “matti”, né che per svolgere questa professione sia necessario esserlo. Tuttavia, è innegabile che la pressione lavorativa, il carico emotivo e le responsabilità crescenti rendano il mestiere dell’insegnante sempre più logorante.
Le cause del disagio sono molteplici e non si limitano solo all’ambito professionale: fattori personali e contesti di vita individuali giocano un ruolo importante. Tuttavia, è ormai riconosciuto che le professioni di cura e di relazione – come l’insegnamento – espongano maggiormente al rischio di stress, burnout e patologie psicologiche.
Episodi di cronaca e testimonianze dirette confermano come il benessere psicologico dei docenti sia un tema da affrontare con urgenza, con strategie di prevenzione e supporto che permettano di garantire non solo la salute degli insegnanti, ma anche la qualità della didattica e del rapporto educativo con gli studenti.
I rimedi esistono, ma non sono semplici né immediati. Il benessere degli insegnanti passa attraverso strumenti relazionali come la condivisione, il dialogo e il lavoro di squadra, ma questi stessi strumenti possono talvolta amplificare il disagio, soprattutto quando il contesto scolastico è poco coeso o mancano supporti adeguati.
Uno degli ostacoli maggiori è il contesto sociale: la progressiva perdita di autorevolezza della figura del docente, unita agli stereotipi che minimizzano l’impegno richiesto da questa professione (dai presunti “tre mesi di vacanza” alle sole “18 ore settimanali”), contribuisce ad aumentare la frustrazione e lo stress. Questo clima, sommato alla mancanza di prospettive di carriera e a stipendi non sempre commisurati al livello di studio e responsabilità richiesti, scoraggia molti giovani dall’intraprendere la carriera dell’insegnamento.
Per contrastare il burnout e il disagio professionale, sarebbe necessario un cambiamento culturale e sistemico: maggiore riconoscimento del ruolo del docente, valorizzazione delle competenze, possibilità di crescita professionale, sostegno psicologico e formazione su strategie di gestione dello stress. Solo così si potrà restituire dignità e serenità a una professione essenziale per la società.
Il Dirigente Franco Calcagno ha commentato: “Quella del docente è una professione complessa non valorizzata, la cultura della docenza e la scienza docimologica attendono tempi e strumenti che non si sono consolidati appieno fra gli insegnanti. Molte sono ancora le difficoltà e criticità da affrontare. Il tema attuale è e sarà come l’ AI e la digitalizzazione rischiano di soppiantare il docente che continuerà ad interpretare il suo ruolo come un propositore di contenuti trascurando quello di counsellor. Una sfida culturale epocale in atto che richiede una riflessione profonda.”






