Speciale 118 Sindaci (meno uno): intervista a Sonia Poggio, sindaco di Mombaldone

Per il nostro Speciale 118 Sindaci [diventati 117 dopo l’ultima tornata elettorale con l’accorpamento di Moransengo-Tonengo, NdR] pubblichiamo oggi l’intervista a Sonia Poggio, sindaco di Mombaldone.

Da bambina aveva mai immaginato di diventare sindaco?
Assolutamente no, era fuori dai miei programmi per la vita.

Come è nata la Sua candidatura a sindaco?
Mi fu proposta dall’attuale Vicesindaco, il quale mi spiegò di avere una squadra pronta ma nessun buon candidato Sindaco da proporre; inizialmente rifiutai, poiché vivendo a 30 Km. di distanza, da sola con un bambino da crescere in età scolare e svolgendo un’attività professionale in proprio mi parve logisticamente troppo difficoltoso… ma dopo lunghe insistenze pensai che i collegamenti da remoto avrebbero agevolato lo svolgimento dell’attività, perciò accettai.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?
Avevo già avuto esperienze precedenti e per diversi anni in un Consiglio Direttivo di categoria e conoscevo piuttosto bene il settore tecnico, dovendomi rapportare continuamente con esso per motivi professionali. Avevo seguito sempre con interesse (ma a distanza) l’attività e le cariche istituzionali che mio padre aveva svolto quando era in vita, anche se aveva sempre rifiutato la candidatura per ricoprire la carica di primo cittadino (a ragion veduta, oggi aggiungerei: “saggiamente”).

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stata eletta?
Essendo ancora poco cosciente di quanto fosse complicata e rigida la macchina istituzionale, inizialmente mi dedicai a migliorare l’aspetto e la visibilità del paese (in particolare il borgo medioevale che merita di essere conosciuto e vissuto) cercando anche risorse per dare un’impronta maggiormente culturale alla nostra comunità. Il resto è arrivato strada facendo.

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?
Al di là dell’aspetto programmatico, la mia grande speranza era quella di poter abbattere le barriere tra le persone, in particolare tra i membri della maggioranza e quelli della minoranza… un azzardo, purtroppo: le fratture esistenti da troppi anni tra i compaesani appaiono ancora insanabili e il mio sforzo non è stato unilateralmente gradito. Anche se i risultati non sono stati quelli sperati, ho provato: può valerne sempre la pena. Nessun rimpianto in merito.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?
Il Sindaco di un piccolo paese con un solo dipendente negli uffici ed un segretario a disposizione per poche ore una volta ogni quindici giorni è costretto a dedicare un’enorme quantità di energie in quasi tutti gli ambiti pur lavorando da remoto, specialmente se nel proprio staff non si riescono a trovare sufficienti risorse umane disposte a dedicare tempo e lavoro ai fini del raggiungimento degli obiettivi. Ogni materia ed argomento merita tutta l’attenzione possibile. La gestione contabile e dei lavori pubblici, in particolare, è assai gravosa. In generale, ci vorrebbero giornate da 72 ore soltanto per rispondere alle richieste di ogni singolo abitante/utente… che (al contrario di quanto avviene nei comuni grandi) chiamano il Sindaco anche per questioni che esulano dai suoi stessi compiti … magari fosse possibile accontentare tutti!

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?
Ogni obiettivo portato a termine mi ha dato soddisfazione, anche quelli meno evidenti. Alcuni interventi non sono ancora stati completati ma posso dire di essere andata molto oltre ciò che era inserito nel programma elettorale. La riorganizzazione dell’area ecologica, i lavori relativi all’illuminazione pubblica e la valorizzazione del borgo medioevale e della biblioteca/sala mostre sono certamente quelle più visibili da tutti. L’area Camper è in procinto di essere inaugurata. L’inserimento della casetta dell’Acqua è stato un altro intervento molto apprezzato. Ho avviato anche progetti molto importanti finalizzati all’attività e ricovero dei mezzi della Protezione Civile (il primo step è stato realizzato) ed altri volti alla creazione di parcheggi al servizio del centro storico.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?
Ho aperto già all’inizio del mio mandato un gruppo social finalizzato a trasmettere le comunicazioni istituzionali e le notizie locali utili, oltre ad informare la popolazione circa l’esistenza di bandi potenzialmente efficaci. Il resto, quando occorre, viene affisso nelle bacheche comunali. Il nostro sito internet sta per essere sostituito da uno più confacente le necessità dell’utenza: in seguito, potrà fornire un migliore mezzo di comunicazione per chi avrà interesse ad utilizzarlo. E’ chiaro come l’utilizzo del telefono sia di fondamentale importanza per le comunicazioni urgenti e puntuali, specialmente considerando che gli anziani non sono molto avvezzi all’uso di strumenti tecnologici.

Soddisfatta di come porta avanti il suo incarico o no? Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?
Cerco di essere coerente con le mie scelte. Durante il mio mandato ho incontrato avversità di ogni genere che sono andate ben oltre le mie previsioni (e due anni di restrizioni imposte dal covid non hanno aiutata). Il mio è un piccolo paese di 200 abitanti, dove poche famiglie composte da molti membri potrebbero decidere le sorti dell’intero paese. Diciamo che se dovessi decidere di ricandidarmi potrei pensare di amministrare a condizione di essere affiancata dalle persone che sono stata felice di incontrare, conoscere meglio ed apprezzare durante il mio tribolato percorso. Il mio piccolo e valente paese contiene alcune persone di grande cuore, attitudine ed intelletto (villeggianti compresi) che hanno dato e possono dare ancora tanto in termini di impegno per il miglioramento delle condizioni della vita, della sicurezza e della crescita culturale. Il mio pensiero (e ringraziamento anticipato) va principalmente a loro.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?
Purtroppo la possibilità d’azione del Sindaco è limitata da molteplici fattori. L’unico consiglio che darei a qualsiasi Collega Amministratore è quello di credere nel proprio operato e cercare di svolgerlo al meglio. Ogni Sindaco e ogni paese ha la propria storia.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?
Dal momento in cui in tutta l’Italia mancano i Segretari comunali (e concorsi non se ne fanno), aumentano vistosamente incombenze e appesantimenti burocratici e si chiede ai piccoli Comuni di gestire i propri Uffici come i comuni più grandi dove ogni settore ha i propri addetti e funzionari, direi che la risposta va da sé…

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.
Abbiamo installato telecamere di sorveglianza ma non abbiamo ancora le risorse necessarie per sostituire quelle obsolete o quasi inutilizzabili o guaste. Esiste anche un controllo del vicinato ma ciò che è di fondamentale conforto è la stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine che (per quanto ci riguarda) svolgono un’importantissima azione di prevenzione. Possiamo altresì contare su una Prefettura capace di comunicare efficacemente con gli Amministratori e gli attori della sicurezza. In merito alla sicurezza nell’ambito della Protezione Civile, abbiamo la fortuna di avere una valente squadra A.I.B. del luogo convenzionata con il Comune anche nei termini della Protezione Civile: da molti anni gestisce in maniera efficientissima le calamità.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?
Il nostro è un paese sempre più vecchio e gli anziani costituiscono la maggioranza della popolazione locale. L’ASCA fornisce un valido supporto per le situazioni più complicate e nel nostro paese sono presenti alcuni volontari (servirebbero giovani disposti a dare una mano). Nel nostro paese è presente una casa-famiglia per anziani, una risorsa importante anche per i paesi circostanti. Per quanto riguarda l’aspetto economico, il periodo covid non ha aiutato e la situazione del luogo riflette quella nazionale; possiamo contare su un ambulatorio medico aperto due volte alla settimana che (per ora) sembra soddisfare le richieste della popolazione.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo?
Per ciò che riguarda la sicurezza nell’ambito della Protezione Civile, abbiamo la fortuna di avere una valente squadra A.I.B. del luogo convenzionata con il Comune anche nei termini della Protezione Civile che da molti anni gestisce in maniera efficientissima le calamità.
La gestione della biblioteca comunale (avviata sotto la mia Amministrazione) e della sala mostre avviene tramite la preziosa e generosa collaborazione dei volontari del luogo (coadiuvati da alcuni villeggianti nel periodo estivo).
Per ciò che riguarda l’aspetto più aleatorio, non abbiamo più una pro-loco da tempo ma questa Amministrazione ha sopperito all’esigenza per quanto possibile, collaborando con quella di un paese limitrofo che mi ha affiancato con grande disponibilità ed entusiasmo.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?
E chi non lo ha? Ne ho una marea. Quanto ho già avviato (anche a livello progettuale) terrà impegnata l’Amministrazione mombaldonese anche per la durata del mandato successivo.
Ovvio che per mettere in tavola progetti ambiziosi sia necessaria una condivisione totale degli orizzonti programmatici da parte dell’Amministrazione… che non è da ritenersi così scontata. Per ora tengo il cassetto ancora chiuso. Domani si vedrà, a seconda degli eventi.