Alle distillerie Berta di Mombaruzzo la mostra di Beppe Patarino “Ricucire Fontana”

Dal 4 luglio alla Distilleria Berta, in frazione Casalotto di Mombaruzzo, si svolge la mostra “Ricucire Fontana”

Beppe Patarino, nicese, pensionato ma anche scrittore e artista, da tempo ha maturato una passione per le opere di Lucio Fontana e ha deciso di rendergli omaggio, rivisitando i celebri quadri con i “tagli”. Così spiega: “Ero poco più di un ragazzo quando per la prima volta vidi un’opera di Fontana. Una tela sulla quale erano stati praticati tre tagli in senso verticale equidistanti tra loro e di lunghezza eguale. Mi parevano ferite su un corpo vivo e dissi a me stesso: “quei tagli devono essere ricuciti”. Dimenticai quella vicenda per decenni finché, come si usa dire, il diavolo ci ha messo la coda e ho rivisto quella stessa tela tagliata, su una rivista. E’ successo ai giorni nostri quando l’età ormai avanzata e il tempo libero mi permettono di dedicarmi alla realizzazione di quella pazza idea.” La pazza idea aveva un nome. “Ricucire Fontana”. L’idea è piaciuta e, complice la passione di Patarino per lo spazio e la scienza, uno dei suoi quadri è stato esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nell’ambito della manifestazione “Arte e scienza”, curata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Spiega ancora Patarino, che firma le sue tele Cinotti (cognome della madre): “Mi sono avvicinato a questo piccolo progetto, senza presunzioni o volontà di mettere in discussione l’opera di quell’uomo geniale che è stato l’artista italo-sudamericano. Poi, a mano a mano che sperimentavo idea e tecnica, mi rendevo conto che non ero del tutto in accordo con il significato che l’artista aveva dato a quei tagli. Con la quarta dimensione, lo “spazio-tempo” Fontana intende rompere il significato di “materia” proponendo aperture spaziali nelle tele, tant’è che fonda un movimento che chiama “spazialismo”. Ed è proprio in quel significato che non mi trova in accordo. Sostengo che non sia possibile trattare la materia negandola. Una tela, un taglierino, il colore e lui stesso appartengono al mondo materiale dal quale non ci si può estraniare se non con la fantasia che di per sé è cosa astratta.”

Le opere di Patarino intitolate “Né spazio né tempo” vogliono “ricucire gli strappi e ridare alla materia il suo ruolo nel mondo lasciando sempre aperta la porta delle emozioni”.

La mostra è visitabile nei seguenti orari:
Da lunedì a venerdì 8-12 14-18
Sabato e Domenica 9-12 15-18

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