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Un’intervista nel quartiere dei “giornalisti in erba” della Scuola Media Parini: parola a Vittorio, il panettiere

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Quest’anno, durante un progetto di approfondimento su tematiche di attualità, abbiamo affrontato vari argomenti e abbiamo provato a trasformarci in “giornalisti in erba” scrivendo alcuni articoli. Siamo riusciti a trovare delle ottime idee e ci siamo divertiti molto a lavorare in gruppo con il risultato che abbiamo imparato a conoscere meglio il mondo intorno a noi. Abbiamo parlato dell’epidemia da Covid-19 e di come questa abbia interessato in modo particolare noi giovani e la nostra quotidianità, della violenza sulle donne, dell’uso dei social, di tematiche riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta e molti altri temi.

Uno degli argomenti che ci ha colpiti molto è quello relativo ad un fatto molto recente che ci riguarda molto da vicino: la guerra in Ucraina. Questa guerra ha portato morti, case distrutte e una crisi che sta colpendo in qualche modo tutti, determinando ad esempio l’aumento dei prezzi di molte materie prime. La crisi, infatti, ha determinato l’aumento di alcuni prodotti come il grano, ma anche della luce e del gas e le nostre famiglie se ne sono già accorte.

Proprio per rispondere alle nostre curiosità e capire quale impatto questa crisi stia avendo sulla nostra quotidianità, abbiamo deciso di “scendere in strada” e impostare un’intervista da fare ad alcuni negozi del quartiere di Tanaro, il quartiere della nostra scuola.

Di seguito vi riportiamo la nostra chiacchierata con il sig. Vittorio, proprietario di una panetteria molto frequentata del quartiere.

Queste sono le domande che abbiamo fatto.

Buongiorno sig. Vittorio, innanzitutto la ringraziamo per la sua disponibilità. Vorremmo farle qualche domanda per scoprire qualcosa di più sulla gestione di un’attività commerciale, sul suo lavoro e sulle difficoltà che incontra in questo ultimo periodo. Per cominciare vorremmo sapere In quanti siete a lavorare e quali sono gli orari delle signore, molto gentili, che sono addette alla vendita.
– Nel mio negozio in totale siamo in otto: alcuni lavorano nella parte del laboratorio e preparano tutto ciò che finisce sul bancone, altri invece lavorano alla vendita. Le commesse fanno vari turni: alcune arrivano alle 5 del mattino e vanno via alle 9, altre iniziano alle nove fino alle 14 e altre ancora dalle 15.00 fino alla chiusura delle 19.30

E lei, quando comincia il suo lavoro di panettiere? .
– Io comincio a lavorare alle 10 di sera e vado avanti fino all’una di notte, poi riprendo al mattino, tutti i giorni tranne la domenica sera, perché il lunedì mattina la panetteria è chiusa. Dato che il lavoro del panettiere è un lavoro duro, molti non lo vogliono fare. Infatti sono pochi i veri panettieri artigianali, gli altri comprano impasti già fatti o rivendono il pane dei panettieri artigianali. In tutto ad Asti siamo rimasti una decina di panettieri.

Immaginiamo che sia un lavoro molto pesante. Cosa cambierebbe della sua professione?
– Non cambierei niente del mio lavoro perché è il mestiere che mi piace.

Il sig. Vittorio in effetti è molto orgoglioso del suo lavoro e ci ha detto una frase che ci ha colpiti molto: “Se non lo fai per passione non lo fai” .
Così gli abbiamo chiesto alcuni dettagli specifici sul suo lavoro di panettiere.

Quanto ci vuole per sfornare il pane?
– Per preparare e sfornare il pane e la focaccia ci vogliono in media 2 ore.

Quanto pane producete al giorno?
– Ogni giorno sforniamo circa 2 quintali e mezzo di pane. In più ogni giorno sforniamo circa 30 teglie di pizza e 40 di focaccia. La richiesta è tanta e noi cerchiamo di soddisfarla.

Quali sono le difficoltà che si possono incontrare ?
– Una delle più grandi è legata agli agenti atmosferici perché a seconda della temperatura e dell’umidità dell’aria cambia la lievitazione del pane. Allora bisogna essere molto esperti affinchè il prodotto risulti sempre buono. Un’altro problema sono i lavoratori, perché oggigiorno molti ragazzi preferiscono fare altri mestieri. E’ dura lavorare di notte, tutte le notti…

Quali sono i giorni della settimana con più clientela?
– I giorni in cui c’è più lavoro in genere sono il fine settimana, da venerdì a domenica, e il martedì, dato che il lunedì il negozio è chiuso e la gente vuole rifornirsi.

Cosa e quali studi ha fatto per diventare panettiere?
– Ho imparato ad essere panettiere solo con l’esperienza e con il tempo. Sono andato a lavorare da giovanissimo e ho imparato il mestiere. Se qualcuno volesse venire ad imparare io sono disponibile, anche perché tra qualche anno (3 o 4) io andro’ in pensione e ancora non so chi mi sostituirà.

Hai mai subito una rapina?
– No, fortunatamente non mi è mai capitato.

Fate le consegne a domicilio?
– Una volta le facevamo, ma ora non più. Abbiamo dovuto eliminare questa possibilità a causa degli aumenti.

Quindi ha notato un aumento dei prezzi delle materie prime in questo periodo?
– Certamente. Il prezzo del grano è aumentato molto. E anche il conto delle bollette da pagare. Pensate che la bolletta della luce è aumentata di circa il 30% (da 800€ a 1200€). Poi ci sono tutti i corsi che bisogna fare per essere in regola. Anche quelli costano. Ovviamente tutto questo ricade in parte sui prezzi alla vendita.

Da quanti anni fai questo lavoro e in che anno ha aperto il suo negozio?
– Faccio il panettiere da quarant’anni e ho aperto questa panetteria dopo l’alluvione.

In questi anni ha notato un cambiamento nei guadagni?
– Sì, certo. Prima si guadagnava di più. Adesso, con tutte le spese, i margini di guadagno sono diminuiti molto.

Concluse le domande, il sig. Vittorio ci ha lasciati con un sorriso di incoraggiamento ed è tornato al suo lavoro quotidiano.

È stato molto interessante aver potuto svolgere questa intervista e aver parlato con il signor Vittorio che ringraziamo tanto per averci dedicato del tempo, nonostante avesse molto lavoro da fare.

Speriamo che l’articolo finale del nostro piccolo gruppo di “giornalisti in erba” della scuola Parini vi sia piaciuto. Al prossimo anno!

Sara B. – Giulia C. – Leila E. J. – Bader K. – Pedro M. – Miranda P. – Sabrina R. – Gabriel S.  (classe 2A – scuola sec. primo grado Parini –IC3 Asti)

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