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Lettere al direttore

Ambiente Asti sulla riapertura dell’Asti-Alba: “Speriamo non siano promesse ad hoc per le prossime elezioni regionali”

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Riceviamo e pubblichiamo.


Asti-Alba: buona la prima (o quasi)

Apprendiamo con piacere che dal settembre 2023 i treni torneranno a transitare sulla linea Asti-Alba, attraversando le meravigliose terre UNESCO e fermando nei borghi di Isola d’Asti, Costigliole, Castagnole delle Lanze e Neive.

Una ventata d’aria fresca, dunque, per la linea che si trova ormai nello stato di sospensione da dieci anni ed è stata ripristinata lo scorso novembre grazie all’eccellente lavoro della Fondazione Ferrovie dello Stato. Una notizia positiva per i circa 2000 passeggeri giornalieri che fino al 2010 utilizzavano la ferrovia per muoversi fra Asti ed Alba ed ora sono costretti a utilizzare gli autobus o il proprio mezzo privato.

Analizzando meglio la situazione, emergono però due interessanti particolari. Il primo è che possiamo affermare con certezza che il governo regionale del Piemonte goda di scarsa memoria: fino a poco più di un anno fa, infatti, gli stessi esponenti che ora esultano con fierezza alla riapertura delle linee (insieme alla Asti-Alba è previsto che venga riaperto anche il tratto Casale-Mortara della Asti-Mortara) erano pronti a ricoprirle con pannelli in plastica per trasformarle in piste ciclabili sopprimendo così definitivamente a ferrovia.

Il secondo particolare si trova nella prevista organizzazione della linea. Sarà gestita da 6 coppie di treni (in totale quindi dodici treni/giorno) solamente nei feriali. Se è vero però che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca è impossibile non pensare che si possa riproporre la stessa situazione del 2012, ovvero la sospensione della linea sostenuta da una scarsa frequentazione. Scarsa frequentazione che, non è difficile da intuire, era legata alla
cattiva organizzazione del servizio durante l’arco della giornata. Nell’ambito del trasporto pubblico è l’offerta a generare il servizio, non il contrario. Staremo a vedere quindi, auspicandoci che questo sia solo un primo passo verso la restituzione della dignità (almeno nel trasporto ferroviario) ad un capoluogo di provincia come è Asti, nella speranza che non siano promesse ad hoc per le prossime elezioni regionali, vista anche la coincidenza temporale della riapertura (si voterà nel maggio 2024).

Lorenzo Damasio Fiori -Lista Civica Ambiente Asti

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