Ricevuta in Vaticano una delegazione dei Volontari della Protezione Civile del Piemonte

So quanto è benemerita la vostra opera e mi piace ricordare quanto bene avete fatto durante la recente pandemia, soprattutto nelle sue fasi più acute”. Papa Francesco ha salutato così i Volontari del Servizio Nazionale di Protezione Civile accolti oggi in udienza in Vaticano, tra i quali era presente anche la delegazione del Piemonte accompagnata dall’Assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco Gabusi.

Dopo aver encomiato l’operato dei volontari il Papa ha voluto condividere con i presenti tre spunti di riflessione e di azione che partono dalla missione di ‘protezione’ del Corpo: protezione dall’isolamento sociale, dai disastri ambientali e attraverso la prevenzione.

Proprio quest’ultima indicazione di protezione ‘attraverso la prevenzione’ rappresenta la grande sfida della Protezione Civile Piemontese, che si è distinta negli anni per la sua capacità di intervento durante le emergenze fino a essere considerata la migliore d’Italia. Un tema caro a Gabusi, che ha stretto la mano al Papa portandogli i “saluti da Asti” e, nonostante i pochi attimi a disposizione, ha ricevuto uno sguardo e un sorriso di approvazione.

Sono oltre 18 mila i volontari piemontesi della Protezione Civile organizzati in 450 Associazioni e 450 Gruppi Comunali, dei quali più di 9 mila fanno parte del Coordinamento Regionale Protezione Civile Piemonte, oltre ai gruppi di AIB Antincendi Boschivi, ANC Associazione Nazionale Carabinieri, ANA Associazione Nazionale Alpini, ANPASS Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze e Croce Rossa. Un esercito di pace, come viene spesso definito, che, come ha sottolineato l’Assessore piemontese alla Protezione Civile, si è rivelato la realtà più avanzata e completa nella gestione del rischio in Italia. Dopo la tragica esperienza dell’alluvione del 1994 il Coordinamento piemontese si è infatti strutturato ed è cresciuto fino a diventare la migliore Protezione civile del Paese. La competenza e l’esperienza hanno permesso di affrontare le alluvioni del 2019 e del 2020 con una macchina di soccorso eccellente che ha consentito di mettere in sicurezza i territori e salvare numerose vite umane. Dal 2020 l’esperienza di tutta la struttura unita all’incredibile impegno dei volontari si è rivelata determinante anche nella lotta contro la pandemia.

A chiusura dell’incontro Papa Francesco ha incoraggiato i volontari a continuare l’opera di bene tra i più bisognosi, secondo la testimonianza del patrono San Pio da Pietralcina, accompagnando il saluto con la benedizione a tutti i presenti e alle loro famiglie.