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Continua la preoccupazione per la casa di riposo Città di Asti, tra interrogazioni in Regione e richieste di moratorie

Continua a preoccupare la crisi della casa di riposo Città di Asti, dopo che nei giorni scorsi il sindaco aveva fatto appello per un patto tra le istituzioni cittadine e le forze economiche per salvare la struttura, la più grande del Piemonte. Un rischio anche sul piano occupazionale, dal momento che la casa di Riposo impegna 80 persone a tempo indeterminato è una trentina di operatori con contratti a tempo determinato.

IL Pd fa una interrogazione sulla struttura in grave difficoltà finanziaria in Consiglio Regionale.

consiglio regionale del piemonte

Il capogruppo Pd in Consiglio Regionale Raffaele Gallo  chiede chiarezza alla Giunta sul futuro della Casa di riposo “Città di Asti”, nel corso dei question time i giorni scorsi . “La struttura, la seconda più grande in Italia, versa attualmente in una situazione debitoria preoccupante con 800mila euro di mutui e 7milioni di debiti – ha ricordato nella sua interrogazione – molti i problemi che gravano sulla struttura: il dubbio sull’applicabilità del Superbonus 110% anche alle Rsa, la mancanza di riscontri alle richieste di fondi inviate alle fondazioni bancarie, un contenzioso ancora aperto per il pagamento Imu con il Comune di Asti e, infine, la diminuzione di ospiti: attualmente 169 rispetto ai 310 pre-pandemia, su un totale di 345 autorizzati”.

La situazione della struttura, secondo quanto dichiarato in aula dall’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, è attualmente all’esame dell’Avvocatura della Regione Piemonte che ha chiesto ulteriori approfondimenti all’attuale Commissario straordinario. “La Regione sta valutando quale decisione prendere per salvaguardarne l’attività, a partire da una proroga da concedere per i termini dei lavori di adeguamento. Un’ipotesi di salvezza per la struttura sembrerebbe essere un progetto di finanza privata finalizzato a ristrutturare e gestire lo spazio e l’attività della casa di riposo.”  

Angela Quaglia: chiediamo una “moratoria”. Solo la nuova Amministrazione potrà affrontare il problema

Angela Quaglia

“Dopo la risposta del Commissario Straordinario all’interrogazione della consigliera Quaglia, per il tramite del Sindaco, non c’è proprio da stare allegri – questo invece il pensiero della consigliera di CambiAMO Asti Angela Quaglia – e non solo per gli ospiti e per il personale ma per tutta la città.
Abbiamo chiesto, in questi giorni, un incontro con il Commissario, una delegazione del personale e una delegazione dei parenti degli ospiti perchè desideriamo vederci più chiaro.
Non abbiamo ancora avuto fissata la data dell’incontro ma non abbiamo dubbi che ci sarà la disponibilità ad accoglierci e a fornirci tutte le informazioni necessarie.
Noi abbiamo le idee piuttosto chiare sul problema ma desideriamo approfondire meglio e formulare una proposta completa e realizzabile. Per questa ragione chiediamo alle Istituzioni che ci si fermi un attimo e non si prendano decisioni affrettate. Dopo anni di immobilismo non sarà un mese in più a creare difficoltà. Circolano troppe voci in città relative al fatto che qualcuno avrebbe già messo gli occhi sulla struttura e che si potrebbe arrivare a chiudere tutto non appena saranno noti i risultati del voto per il Comune.
Noi crediamo che su un argomento di una tale delicatezza, che investe la vita delle persone, il loro lavoro e il futuro stesso di una parte della città, occorra ragionare “ a bocce ferme”, con una riflessione approfondita che coinvolga tutti gli attori della vicenda: la stessa Casa di Riposo, La ASL di Asti, la Regione, la Fondazione Bancaria e la Cassa di Risparmio di Asti.
Solo una nuova amministrazione potrà affrontare e risolvere il problema . Per questo chiediamo una “moratoria” e una riflessione condivisa”