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Lettere al direttore

Camilla Camusso (Uniti si Può) :”Ad Asti troppi pochi spazi per gli studenti”

Pubblichiamo una riflessione di Camilla Camusso, candidata per Uniti si Può, sulla fruibilità degli spazi della biblioteca astense.


La Biblioteca Astense è da sempre un luogo caro agli studenti, uno spazio, tuttavia, penalizzato in seguito alle misure anti Covid 19 che hanno influenzato l’intera nostra quotidianità. In quanto studentessa, che ha sempre frequentato la biblioteca, ho riscontrato tra i miei coetanei un malcontento in relazione alla gestione delle aule di studio e delle aree di consultazione. Lo spazio è attivo durante i seguenti orari: Lunedì – chiusaal pubblico (quasi a seguire gli orari di un
comune esercizio commerciale), Martedì/Mercoledì/Giovedì/Venerdì – aperta  dalle ore 9 alle
ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18, Sabato – aperta al mattino dalle ore 9 alle ore 13 (l’apertura in questo caso è stata posticipata rispetto ad anni passati con inizio del servizio alle 8).
Questi orari risultano del tutto inadeguati alla buona fruizione dell’edificio, anche considerata la sua
posizione centrale per buona parte degli istituti scolastici. La biblioteca inoltre non rappresenta esclusivamente una delle pochissime aule – studio presenti ad Asti, ma costituisce anche un luogo
di scambio e dialogo dinamico, nonché di crescita personale. Si può di certo af fermare che abbia tutte le potenzialità per tornare a rappresentare per tutti gli studenti il cuore pulsante della città e,
più in generale per tutti i cittadini. Noi crediamo che il problema sia quello del personale. Una singola figura professionale in più, rispetto all’organico attuale, potrebbe essere un ottimo punto di
partenza per consentire l’orario continuato del servizio così come già avveniva. Inoltre la gratuità
della tessera deve valere non solo per quanto concerne gli ingressi, ma anche per i prestiti librari, dal momento che il servizio di interscambio tra le biblioteche grava sulle spalle degli utenti.
Alle problematiche summenzionate si somma il fatto che ad Asti scarseggiano le aule studio. La struttura universitaria UniAstiss, per mia esperienza personale, vede molti studenti costretti a studiare nei corridoi in banchi singoli, con poche prese per l’alimentazione dei dispositivi elettronici a disposizione, con orari limitati e un ambiente che non consente grande possibilità di concentrazione.
Asti deve fare un salto di qualità divenendo città universitaria importante, dal momento che
rappresenta un ospite e un gestore di diversi corsi di laurea e master dell’Università degli Studi di
Torino e dell’Università del Piemonte Orientale. Come tale, tuttavia, dovrebbe offrire, oltre agli spazi citati e interni al polo stesso, anche delle residenze universitarie che consentano locazioni calmierate per gli studenti fuori sede.
Il Comune deve quindi allestire una serie di spazi dedicati agli studenti che coprano zone diverse della città e che non si trovino esclusivamente in un’unica zona del centro storico come la Biblioteca Astense. Considerando i tempi lunghi del recupero degli immobili inutilizzati (vecchio Ospedale e Caserma Guastalla) il Comune deve porsi il problema del recupero degli spazi per giovani e studenti a breve e medio termine. Individuare quindi spazi facilmente gestibili in una
prospettiva di rapida messa a disposizione. Prendiamo ad esempio i 50.000 euro stanziati da Intesa
San Paolo per gli studi di fattibilità e per la realizzazione di programmi di rigenerazione urbana del
settembre 2021: “Prospettive Urbane” – ormai scaduto dal 28 marzo 2022: questi fondi avrebbero potuto rappresentare un inizio che avrebbe attribuito a diversi spazi una duplice funzionalità, sia per quanto riguarda l’organizzazione di aule studio, ma anche coworking e ascolto psicologico gratuito .
Come detto l’Università di Asti, deve fare un salto di qualità: crescere nella sua offerta e, nell’interazione con il Comune, dare vita ad una rete vitale e vivace degli spazi per i giovani. Solo perseguendo questi obiettivi Università e Comune potranno limitare la fuga dei giovani dalla nostra
città.

Camilla Camusso studentessa Liceo classico “Alfieri” candidata di Uniti si Può.