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Al congresso territoriale UILM si parla di riqualificazione industriale e rinnovi contrattuali

Si è svolto questa mattina il congresso territoriale della UILM di Asti, l’organizzazione sindacale metalmeccanici della UIL. Significativa è stata la scelta della location, ovvero l’area industriale ex IBIMEI di Asti, una delle tante aree dismesse della nostra città

E proprio di riqualificazione industriale si è parlato nei lavori congressuali. “Il messaggio principale del congresso lo diamo con la scelta del luogo, l’ex IBIMEI è uno dei contenitori vuoti di Asti, dove una volta  lavoravano oltre duemila metalmeccanici –  afferma Silvano Uppo, segretario della UILM – oggi sono tornati in duemila, spero che questo sia un buon auspicio per il futuro”.

I temi che sono stati discussi durante il congresso riguardano l’attività metalmeccanica, un settore fortemente provato dai recenti accadimenti come la pandemia e la guerra in Ucraina. Sono stati toccati anche i temi del rinnovo nazionale dei contratti metalmeccanici, nella grande e piccola industria, così come nell’artigianato, con molte difficoltà che ci sono state nel rinnovo a causa della pandemia.

“Way Assauto? Invece che cittadella dell’energia, potrebbe diventare il deposito mezzi dell’ASP”

Scettica, invece, la posizione della UILM sui progetti presentati da altri sindacati nella riconversione delle aree industriali dismesse in chiave di transizione energetica. “Noi abbiamo non abbiamo messo una linea nel dibattito, perché le aree sono molto diverse. Quella dell’ex IBIMEI, per esempio, potrebbe tornare alla sua vocazione industriale data la sua vicinanza all’autostrada, mentre per  l’ex Way Assauto. l’idea di farla diventare una cittadella dell’energia è di cinque anni fa ed è stata rispolverata. Io pongo una domanda. Abbiamo un deposito dell’ASP che è Valbella. Tutti i mezzi vengono parcheggiati là. Qual è il conto chilometrico per mandare i mezzi avanti e indietro? La Way Assauto, in zona centrale, non potrebbe essere riconvertita a parcheggio dei mezzi con i suoi capannoni giganteschi. E l’Enofila, non potrebbe essere attrezzata a centro congressi, che ad Asti manca completamente? Credo che sia molto difficile creare qualcosa ex novo in un territorio come questo, dove l’unica azienda che ha ancora un buon centro ricerche è la GATE.”

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