A Santo Stefano Belbo, nuova vita per il Mulino di Porta Soprana

Punto di partenza, ma non di arrivo, il vecchio mulino di via Pistone rappresenta uno dei primi tasselli dell’ambizioso piano di sviluppo locale “Un paese ci vuole”, presentato nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo: qui, proseguono a ritmo sostenuto i lavori di valorizzazione e riqualificazione territoriale, partiti ufficialmente con una picconata simbolica assestata dal sindaco Laura Capra il 9 settembre 2021.

Oggetto del primo lotto è la messa in sicurezza del fienile/porticato del’ex Mulino di Porta Soprana. “Al netto delle problematiche legate al trascorrere del tempo e all’incuria, resta la considerazione che l’edifico è giunto ai giorni nostri fotografando una realtà ormai scomparsa di sicuro valore storico-documentale, che merita di essere preservata e valorizzata”, afferma la prima cittadina, Laura Capra. Un patrimonio pubblico, custode di una memoria collettiva per tutti i Santostefanesi, che rischiava di andare perduto e che, per questo, a inizio 2021 è stato acquistato dall’Amministrazione comunale, che ha poi promosso la ristrutturazione dell’edificio. “In ragione delle condizioni di criticità strutturale in cui versa l’intera struttura e in considerazione della adiacenza della porzione interessata dall’intervento con le aree pubbliche, l’Amministrazione comunale ha valutato di procedere con intervento di somma urgenza con la rimozione controllata e il consolidamento di tale porzione a salvaguardia dell’incolumità pubblica, delle strutture del mulino e dei caseggiati residenziali”, si legge nella relazione dell’Ufficio tecnico.

Questo primo lotto – il cui costo sarà di 180.000 euro, finanziati per 80.000 euro con fondi propri e per 100.000 con contributo ministeriale –, inserito in un più ampio progetto generale attinente anche la rifunzionalizzazione dell’edificio della Scuola dell’Infanzia Regina Margherita a seguito della realizzazione della nuova Scuoladell’Infanzia (in largo IV novembre, all’angolo con via Monsignor Bussi, in una struttura all’avanguardia soprattutto dal punto di vista ecologico), prevede nello specifico la demolizione della parte di struttura aperta utilizzata come vecchio cascinale (mantenendo i muri perimetrali originali) e la realizzazione di una nuova struttura portante metallica, che servirà per ospitare le nuove destinazioni d’uso previste in quella porzione di fabbricato. Il progetto generale infatti prevede la rifunzionalizzazione dell’ex Scuola dell’Infanzia collegata alla ristrutturazione del Vecchio Mulino per attività museali espositive e didattiche, con lo scopo di realizzare un unico polo, concentrando diverse attività in due edifici storici adiacenti e direttamente collegati tra loro.

All’interno dell’edificio del Mulino è anche prevista la realizzazione di un Museo Multisensoriale che offrirà, tra le altre proposte, al visitatore la percezione autentica del funzionamento di un vero e proprio mulino nella sua piena attività, oltre alla presentazione, lavorazione, preparazione e degustazione dei prodotti tipici del territorio. Il progetto delle opere di messa in sicurezza prevede inoltre la realizzazione all’interno della struttura di un’area ristorazione, adatta a ospitare anche attività di tipo ricreativo a carattere locale.

A dare ulteriore valore al progetto, nelle immediate vicinanze dell’ala coperta mercatale di Piazza Umberto I, verrà realizzato un padiglione espositivo grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Per celebrare il 30° anniversario dalla sua nascita, la Fondazione CRC ha infatti selezionato 15 idee in tutta la provincia, sostenendo i progetti più significativi promossi dai Comuni che hanno fatto parte della sua storia fin dall’inizio, nel 1992. Il Comune di Santo Stefano Belbo potrà così avvalersi di un sostegno pari a 100.000 euro per la realizzazione della Ruota del Mulino di Porta Soprana. Memoria storica e innovazione digitale si fonderanno, ripercorrendo il passato attraverso modalità contemporanee, per dare vita a un tempo contaminato che risulta essere, infine, senza tempo.

All’interno del padiglione espositivo – la cui vita è prevista per un tempo determinato di circa due anni, ai termini dei quali sarà smontato e in parte riposizionato all’interno del Museo allestito nel Mulino di Porta Soprana – è prevista una sezione interattiva, mentre esternamente verrà proposto un sistema scenografico, entrambi sviluppati attingendo al mondo della rappresentazione, attraverso tecnologie multimediali pionieristiche.

In campo esterno, le due colonne contenenti le frasi estratte dai libri di Cesare Pavese sorreggeranno i proiettori per video mapping che proietteranno in notturna le immagini sul fondale (dove verranno posizionate le ruote originali già restaurate del Mulino di Porta Soprana) riproducendo in modo realistico lo scorrere dell’acqua dai canali di carico e la rotazione delle ruote del mulino, mentre un sistema integrativo di proiezione su acqua nebulizzata o su fumogeni consentirà di riprodurre sequenze tematiche, ad esempio con un Cesare Pavese bambino che viene trasportato su di un tappeto volante sopra la sua terra natale, o l’immagine iconica dello scrittore comparirà e svanirà nel nulla.

L’espositore svelerà al suo interno il Mulino di Porta Soprana, nelle attuali condizioni di abbandono, luogo carico di storia e ricordi accumulatisi nei secoli di attività al servizio dei Santostefanesi e ora in attesa di essere ristrutturato per continuare a essere ancora motore di sviluppo per il suo paese. Un sistema multimediale composto da 8 monitor da 65’’, proiettori e sistemi audio ad alta fedeltà, garantirà la trasmissione dei contenuti che descriveranno le iniziative messe in campo dell’Amministrazione comunale, dalla Fondazione Cesare Pavese e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Il vecchio concetto del visitatore che assimila informazioni con il ruolo di spettatore sarà sostituito da una visione attiva, in grado di interagire attraverso dei grandi mouse che permetteranno una navigazione interattiva. Inoltre, grazie ai QR code proiettati all’interno del padiglione, si potrà interagire con il sistema, creando un reale scambio per una progettazione sempre più partecipata, oppure si potranno scaricare i contenuti per essere rivisti anche in un secondo momento.

“Passione e concretezza: sono questi gli elementi che fanno di una buona idea un grande progetto – conclude Capra –. Attraverso il piano di sviluppo locale ‘Un paese ci vuole’, grazie a tutta la comunità santostefanese, la nostra Amministrazione comunale sta lavorando senza risparmiarsi, per raggiungere l’obiettivo di garantire una ricaduta economica, culturale e sociale per il nostro paese, valorizzando le nostre radici e la nostra identità”.