Chiara Chirio (Italexit) si presenta agli elettori: “Rilanciare l’economia del territorio e lotta al Green Pass”

Unica donna (finora) in lizza per la carica di sindaco e sicuramente a capo di una lista “di rottura”. Sabato mattina Chiara Chirio, candidata per il movimento Italexit del senatore Gianluigi Paragone ha avuto il suo primo approccio in questa campagna elettorale, incontrando gli elettori nel gazebo sotto i portici di piazza Alfieri.

Il movimento creato da Paragone, che ha fatto dell’euroscetticismo e della opposizione alle politiche del Governo sull’utilizzo del Green Pass due punti cardini della propria proposta politica, ha deciso di concorrere così alle amministrative: abbiamo chiesto alla candidata come alcuni punti programmatici di Italexit potranno adattarsi alla realtà locale.

La sua è stata una candidatura un po’ a sorpresa: quando ci sarà la presentazione ufficiale della lista?

Credo che all’inizio di aprile potremmo avere la squadra pronta e presentare la nostra lista. Sicuramente durante la campagna elettorale interverrà anche il senatore Paragone, vedremo se già durante la presentazione oppure in un momento successivo. 

Quali saranno i punti più importanti della campagna elettorale?

Insisteremo molto sulla sicurezza e la viabilità. Inoltre Asti è una città che sconta da anni una grave crisi economica. Il nostro territorio ha inoltre una grande vocazione turistica che non viene sfruttata come dovrebbe. Come lista vogliamo intervenire su questi temi facendo una politica vicina alle esigenze dei cittadini e lontano dai palazzi della politica.

L’export astigiano soffre molto per le sanzioni alla Russia. Qual è la vostra posizione sul tema?

Anche se è molto difficile intervenire su questo tema, noi siamo per la diplomazia. Ci opponiamo all’invio di armi all’Ucraina, una politica che potrebbe portare a una pericolosa escalation militare. Inoltre, pur nella necessità di prevedere delle sanzioni in risposta all’aggressione, dobbiamo considerare l’interesse nazionale nell’imporre questo tipo di pesanti restrizioni che nuocciono anche a noi.

Con la fine dello stato d’emergenza e il graduale abbandono del Green Pass, la vostra battaglia può dirsi conclusa?

Assolutamente no. Non ci fermeremo fin quando non saranno cancellati tutti i protocolli messi in atto durante questa pandemia. Ci opponiamo fortemente all’uso del Green Pass che da strumento sanitario è diventato un mezzo di controllo sociale. Io non sono e non sarò mai un QRCode che il Governo utilizza per identificarmi. Vogliamo che l’utilizzo del Green Pass termini per sempre e che non venga tirato fuori di nuovo tra qualche mese, magari con i contagi in crescita.

Asti è stata una città duramente colpita dal Covid. L’Amministrazione ha agito bene in questa pandemia?

Non voglio giudicare quello che è stato fatto. Sono stati anni difficili e il virus ha rappresentato una sfida inedita per tutti. Adesso è ora però di cambiare radicalmente.