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Marco Capra è il nuovo presidente di Cia Asti, l’assemblea ha rinnovato il direttivo e l’esecutivo

Marco Capra, 44 anni, titolare dell’azienda agricola L’Isola della Carne di Isola d’Asti, è il nuovo presidente della Cia di Asti che rappresenta sul territorio oltre 2000 aziende. E’ stato eletto all’unamità dall’assemblea dei delegati che si è riunita sabato nel salone consiliare della Provincia alla presenza del presidente nazionale Dino Scanavino e del presidente regionale Gabriele Carenini.

Marco Capra prende il testimone da Alessandro Durando che ha guidato l’organizzazione per otto anni consecutivi esaurendo i due mandati previsti dallo Statuto. Ampio e trasversale l’apprezzamento che la sua presidenza ha ricevuto. Lo hanno sottolineato le autorità presenti ai lavori ieri mattina: il presidente della Provincia, Paolo Lanfranco, il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il presidente di UniAstiss e della Fondazione Cr Asti Mario Sacco. Oltre a dirigenti e delegati della Cia, sono intervenuti, tra gli altri, il segretario della Cgil Luca Quagliotti e il presidente dell’ATC Antonello Murgia.

assemblea cia 2022 marco capra presidente

Durando, che nell’ultimo quadriennio ha rappresentato gli interessi della Cia anche a livello regionale come presidente della Cipa AT (l’ente per la formazione) e come vice presidente di Cia Piemonte, sarà al fianco del nuovo presidente nell’esecutivo provinciale.

“Molti anni fa sul piazzale di Tor Vergata riempito di giovani, Papa Woytila disse una frase che è diventata il faro della mia vita: Esserci per servire. E’ quello che ho cercato di fare in questi anni per la Cia e il mio impegno non verrà meno in futuro”, ha detto Durando. Il presidente uscente ha quindi ricordato i valori che hanno orientato l’attività dell’organizzazione in questi anni. “Io credo in un’equazione: senza reddito non c’è agricoltura, senza agricoltura non c’è territorio, senza territorio non c’è paesaggio – ha proseguito Durando – gli agricoltori non vogliono sussidi, lavorano per ottenere un reddito giusto che oggi non è ancora garantito: nella filiera agroalimentare solo il 18% del valore è riconosciuto a chi produce la materia prima. Non è accettabile”.

Impegno il suo per la “resistenza” dei contadini nelle aree disagiate. Sono quelle che hanno il maggiore rischio idrogeologico e nello stesso tempo il rischio più alto di abbandono: “Ci siamo battuti e continueremo a farlo perché tutti i territori abbiano pari dignità, città e campagna devono avere lo stesso livello di servizi essenziali, senza gli agricoltori il paesaggio va a pezzi”. Forte l’attenzione posta da Durando ai temi sociali ed etici: “l’agricoltura non esclude, accoglie tutti – ha ricordato – la pianta non giudica chi la accudisce. Mai come oggi la nostra società e la nostra economia hanno bisogno di umanità e solidarietà”.

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Tra i tanti progetti che hanno caratterizzato la presidenza di Durando si segnalano quelli per il coinvolgimento del mondo scolastico (forte la partnership con l’istituto Penna) e dell’università. L’agricoltura deve stringere un’alleanza sempre più forte con la ricerca scientifica per combattere malattie “come la flavescenza dorata che non ha mollato la presa in tante aree viticole della provincia”, ha detto Durando.

Gli ha fatto eco il presidente nazionale Scanavino ricordando che la digitalizzazione è un passaggio ineluttabile come la transizione ecologica “che però funzionerà solo se l’approccio green sarà un valore aggiunto per il reddito delle imprese e non costo che assottiglia ulteriormente margini di profitto già bassissimi”.

Da mesi Cia segnala rincari su concimi, gasolio ed energia. “Le piccole e medie imprese, secondo dati Eurostat, stanno pagando l’energia elettrica il 75,6% in più e il gas addirittura il 133,5% in più delle grandi. La semina e, quindi, la produzione del 2022 è in forte discussione per molte aziende – ha denunciato Scanavino – a queste condizioni la produzione agricola nazionale non può reggere la concorrenza di paesi europei ed extraeuropei che hanno costi nettamente più bassi”.

Forte l’allarme lanciato dall’assemblea per le conseguenze della peste suina veicolata dai cinghiali. “Abbiamo denunciato il rischio di quanto poteva accadere in tempi non sospetti – ha commentato il presidente di Cia Piemonte, Gabriele Carenini – i cinghiali da abbattere non sono meno di 15/20 mila. E’ ora di agire mettendo in campo forze straordinarie”.

Nell’assicurare la piena condivisione dei valori e la continuità delle attività promosse in questi anni, il neo presidente Marco Capra ha posto l’accento sul futuro dei giovani agricoltori “chiederemo alle istituzioni di ripensare bandi e misure di sostegno in una logica di maggiore incisività e semplificazione burocratica”. Infine un appello alla partecipazione: “Uniti siamo più forti nel far portare la nostra voce alle istituzioni. La Cia è il collante che ci fa sentire meno soli, ci aiuta a trovare soluzioni e nuove strade”.

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Oltre a dirigenti e delegati della Cia, sono intervenuti, tra gli altri, il segretario della Cgil Luca Quagliotti e il presidente dell’ATC Antonello Murgia.
E’ stato eletto il nuovo direttivo, il nuovo esecutivo ed è stato confermato il direttore Marco Pippione.

Il profilo del presidente
Marco Capra, 44 anni il prossimo 19 giugno, è titolare dell’azienda agricola e agrimacelleria l’Isola della Carne sulla collina di Repergo a Isola d’Asti, simbolo di azienda verticale e “resiliente” che grazie all’impegno di tutta la famiglia riesce a coprire l’intero ciclo produttivo, da pascoli e foraggiere fino al punto vendita che offre anche il servizio consegna a domicilio. I 200 capi di razza piemontese – allevati con il supporto del papà Piereugenio – sono rigorosamente alimentati secondo i principi della “filiera corta”, con il sistema dell’allevamento semibrado, la transumanza estiva nei pascoli di alta montagna, l’alimentazione con i cereali prodotti in totale autonomia. Un “ciclo chiuso” che garantisce la totale tracciabilità genetica degli animali. L’allevamento ha recentemente ottenuto la certificazione Vitello piemontese IGP.

Il terzo pilastro dell’azienda è Daniela, sorella di Marco, che nel laboratorio alle spalle del punto vendita si dedica alla preparazione dei piatti della tradizione: insalata russa, vitello tonnato, semolino dolce, gnocchi, agnolotti e altre specialità.
Marco è impegnato nell’amministrazione del Comune di Isola. Dal maggio 2019 è assessore ai lavori pubblici nella giunta guidata da sindaco Michael Vitello.

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I componenti del direttivo e dell’esecutivo
Affiancheranno Marco Capra nell’esecutivo, il past president Alessandro Durando, Franca Dino responsabile di Turismo Verde, Enzo Crucco manager con esperienza internazionale titolare di un’azienda agricola a San Desiderio di Calliano, Amedeo Cerutti allevatore a Murisengo, Ivano Andreos viticoltore già vice presidente uscente, Danilo Amerio presidente del gruppo giovani Agia a livello provinciale e regionale, Pier Amedeo Garino giovane viticoltore di Castelnuovo Belbo con una quindicina di ettari di vigna.
Il direttivo è composto da: Marco Capra, Amedeo Cerutti, Alessandro Durando, Ivano Andreos, Danilo Amerio, PierDomenico Poggio, Alberto Ponti, Pier Amedeo Garino, Piero Fausone, Franca Dino, Francesca Pavese, Daniela Vaghi, Assunta Bertuolo, Stefania Sileo, Mario Coppa, Enzo Crucco, Silvio Mario Bauducco, Salvatore Seminara, Elena Degiovanni, Biagio Fabrizio Carillo (colonnello, già comandante dei Nas dei Carabinieri di Asti Alessandria e Cuneo, coordinatore dello Sportello Cia per la sicurezza alimentare e la legalità), Marco Pippione (direttore) e i funzionari Patrizia Monticone, Silvio Mussio, Angelo Cortese, Pierita Porrato.

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