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Il circo ad Asti: posizioni a confronto e l’importanza di un dialogo costruttivo

Durante le festività natalizie Asti ha ospitato il Circo Medini. La sua presenza nella nostra città ha portato con sè, non solo divertimento, ma anche occasioni di confronto. Al centro delle discussioni l’utilizzo di animali per gli spettacoli.

A favore del benessere animale si sono schierati diversi cittadini e gli esponenti politici del partito Europa Verde che ha evidenziato che la presenza del circo ad Asti, è andata contro la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede UNESCO di Parigi. L’articolo 10 di questo documento recita così: “Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo; le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale”.

La Fve (Federazione dei veterinari europei) ha dichiarato che i bisogni degli animali “non possono essere soddisfatti in un circo itinerante”. In Europa i Paesi che vietano o limitano fortemente l’uso di animali negli spettacoli sono 17. Partendo da questi dati, Europa Verde ha chiesto al Comune di Asti di dire “basta” all’uso di animali per lo spettacolo e lanciare così un segnale al Parlamento italiano per approvare una legge in merito.

Posizione diversa e opposta quella del vicesindaco di Asti Marcello Coppo che ha manifestato il proprio sostegno alla storica famiglia circense che fa capo ad Alex Medini. Coppo è anche andato al circo e ha dichiarato: “Ho portato i miei figli che si sono divertiti tra trucchi di magia, acrobazie e ovviamente anche tra tigri e leoni, che mi sembravano in buona salute e tenuti secondo quanto previsto dalle norme italiane ed europee”.

Purtroppo nei giorni in cui il circo è stato presente ad Asti ci sono stati anche atti poco civili come lo strappo dei manifesti affissi per la città o minacce nei confronti dei lavoratori del circo. A questo proposito è stato di nuovo il partito Europa Verde ad intervenire: “Riteniamo sia opportuno e necessario modificare ed attuare leggi specifiche che impediscano di fare nascere animali selvatici in cattività e fuori dai loro habitat naturali ma ci dissociamo da tutti i sabotaggi e intimidazioni nei confronti degli operatori circensi”.

Questo significa che prima di tutto è necessario il rispetto oltre che per gli animali, anche per il genere umano e che in ogni confronto è normale avere posizioni diverse. Un dialogo costruttivo, anche partendo da idee opposte, può portare a leggi condivise e giuste per tutti.

[Foto di Gerd Altmann da Pixabay]


Questo articolo è stato realizzato per ATnewsKids, il progetto di ATnews per educare all’avvicinamento all’informazione rivolto ai bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni.