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Il CdA di Piemonte Land: “Non esiste una presunta “battaglia” fra il mondo del vino di Langa e quello del Monferrato”

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Si è svolto, nel pomeriggio di giovedì 13 gennaio, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Piemonte Land of Wine.

Erano presenti la quasi totalità dei consiglieri: Filippo Mobrici (vice presidente di Piemonte Land) e Stefano Chiarlo in rappresentanza del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato; Paolo Ricagno (vice presidente di Piemonte Land) per il Consorzio Vini d’Acqui; Massimo Marasso e Stefano Ricagno per il Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg; Giulio Porzio e Davide Viglino in rappresentanza della Vignaioli Piemontesi; Maurizio Montobbio per il Consorzio del Gavi Docg; Francesco Monchiero in rappresentanza del Consorzio del Roero Docg e, collegato alla riunione in remoto, Andrea Fontana, per il Consorzio Nebbioli Alto Piemonte e degli altri 7 consorzi detenenti la quota minima di capitale sociale e cioè il Consorzio Alta Langa Docg, il Consorzio Caluso, Carema, Canavese, il Consorzio Colli Tortonesi, il Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese, il Consorzio Ovada Docg, il Consorzio Colline Monferrato Casalese ed il Consorzio Pinerolese Doc.
Presente anche il sindaco unico della società, Dr. Francesco Foderaro.
Erano assenti i rappresentanti del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani.

La discussione, che si è protratta per l’intero pomeriggio, ha avuto come unico punto di analisi la situazione che si è creata a seguito delle dichiarazioni alla stampa, pubblicate in prima battuta il 30 dicembre 2021, da parte dei rappresentanti di due consorzi consorziati: il Consorzio del Barolo e il Consorzio del Roero.
Essi, in buona sostanza, annunciavano la volontà di uscire da Piemonte Land of Wine.
Al netto di quelle dichiarazioni il dato di partenza assodato dal CDA di Piemonte Land of Wine è che, al momento della riunione del 13 gennaio, nessun atto formale è pervenuto da parte di questi due consorzi. Solo le dimissioni da consigliere e, di conseguenza, da presidente del Consiglio di Amministrazione di Matteo Ascheri, pervenute in prima istanza il 25 novembre 2021, erano state ratificate il 2 dicembre 2021.
Il Consiglio era quindi rimasto in attesa di ricevere, dallo stesso Consorzio del Barolo, l’indicazione di un nuovo rappresentante in sostituzione di Ascheri.

I consiglieri di Piemonte Land, da parte loro, hanno deciso di non rispondere alle dichiarazioni sui giornali poiché è stato valutato non esista, in alcun modo, una presunta “battaglia” fra il mondo del vino di Langa e quello del Monferrato e che affermazioni sulla qualità e la quantità di uno o dell’altro territorio produttivo siano concetti arcaici, in una realtà dei fatti dove moltissime aziende piemontesi producono vini eccellenti in entrambi i territori.
Inoltre, a larghissima maggioranza, i consiglieri hanno deciso di fissare alcuni punti: l’equazione Langa = qualità, il resto del Piemonte = quantità, che ha trovato molta evidenza sui media in questi giorni, non appartiene né al DNA di Piemonte Land né dello spirito di collaborazione tra i Consorzi vinicoli di tutto il Piemonte. Spirito che emerge anche dall’analisi dei verbali relativi al periodo della presidenza Ascheri, dai quali non si evincono né controversie né problematiche relative a progetti presentati. Dunque sostenere il contrario può essere, a giudizio dei consiglieri del CDA di PLand, frutto di valutazioni errate o, forse, frettolose.

Tornando alla riunione del 13 gennaio, il CDA di PLand ha pure considerato come alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa siano risultate imprecise: la bocciatura mai avvenuta di progetti mai presentati o presentati in via provvisoria; la partecipazione in modo preponderante di piccole e medie aziende alle iniziative curate da PLand, mentre spesso le grandi realtà hanno preferito, com’è naturale, operare per conto proprio; l’inesistente contrapposizione tra Consorzi “grandi” che non avrebbero considerato progetti a favore dei Consorzi considerati “piccoli”. Tutto questo è ampiamente documentato dagli atti di Piemonte Land of Wine.

Il CDA di Piemonte Land of Wine, nella riunione del 13 gennaio scorso, ha poi deliberato, all’unanimità, la convocazione dell’Assemblea dei soci per il prossimo 3 febbraio (assemblea che era già stata indetta) in attesa di ricevere, per quella data, il nominativo del rappresentante del consorzio del Barolo da inserire nel ruolo di consigliere. Solo successivamente si affronterà la nomina del presidente.

È stato, inoltre richiesto, possibilmente prima del 3 febbraio, un incontro ai rappresentanti del Consorzio del Barolo. Lo scopo è sciogliere nodi, chiarire le eventuali incomprensioni e alcuni aspetti dell’intera vicenda. È, questa, la chiara dimostrazione della buona volontà, da parte del CDA di PLand, ad affrontare e risolvere eventuali contrasti e divergenze partendo da un confronto serio sulla rappresentatività dei vari consorzi all’interno degli organi sociali.
La sincera speranza, espressa dai consiglieri, è che i rappresentanti del Consorzio del Barolo colgano e condividano lo spirito di confronto franco e costruttivo. In caso contrario ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità.

L’Assemblea del 3 febbraio sarà programmatica, nel senso che affronterà il futuro dell’ente. Già da mesi, in realtà, il CDA di Piemonte Land of Wine, date nuove esigenze e necessità, stava affrontando l’idea di un “rimodellamento” del Consorzio. Un percorso che, però, ha bisogno di tempo e della buona volontà di tutti.

Nel Consiglio del 13 gennaio, inoltre, il vicepresidente, Filippo Mobrici, ha voluto precisare che l’operatività di Piemonte Land of Wine non è in discussione, nello specifico in questi mesi di preparazione delle principali fiere di settore. Piemonte Land of Wine è e resta a servizio delle aziende produttrici e del “brand” Piemonte che in questi anni, con la sua attività, ha contribuito a rafforzare.
Questo punto è stato messo ai voti ed è stato approvato da tutti i consiglieri presenti.

Il CDA ha inoltre assicurato che Piemonte Land of Wine continuerà a svolgere le sue mansioni di armonizzazione delle attività di valorizzazione del vino del Piemonte in ogni sede, nazionale e internazionale, operando per l’unità e non per una divisione che, come tutti sanno, non porterebbe giovamento a nessuno.

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