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Lettere al direttore

Elezioni amministrative Asti, Anna Bosia: “Perchè torno in politica”

Riceviamo e pubblichiamo.


Nel corso del 2019 avevo rassegnato le dimissioni da consigliere comunale in quanto il mio lavoro presso GAIA, società in forte via di sviluppo, non mi consentiva di svolgere la funzione politica con il dovuto impegno.

La mia “nuova vita” è iniziata il 1° marzo 2020 con il pensionamento che mi ha restituito il tempo e mi ha permesso di dedicarmi al volontariato, attività che ho sempre desiderato, ma lavoro e famiglia non me lo permettevano. Oggi la bella notizia di un candidato sindaco, il dott. Crivelli, che aveva fatto esperienza amministrativa con me dal 2012 al 2017 in Uniti per Asti, è stato l’invito a partecipare di nuovo e, con Ambiente Asti, dare il mio contributo al cambiamento della città.

Mi ha convinto il messaggio arrivato dalla coalizione: le forze politiche che nel 2017 avevano espresso ben 4 candidati sindaci con dispersione di programmi e buoni progetti per Asti, hanno trovato intorno a Crivelli la forza di trasformare il lavoro comune di 5 anni in opposizione in Consiglio Comunale, in un progetto politico condiviso.

Ancor di più mi ha persuaso lo stile di Crivelli, molto diverso dalla politica intesa come gestione del potere: dopo aver speso la sua vita per gli altri a cominciare dagli anni in Africa, fino al reparto Covid del Cardinal Massaia, il suo spirito di servizio lo ha portato a “prendersi cura” della città. Certamente la sua esperienza e il suo punto di vista della società, fa della sua politica “l’arte del bene comune”.

Spiace che forze di centrodestra abbiano definito la conferenza stampa di Crivelli una “seduta di psicanalisi collettiva”. Sembrerebbe sintomo di una certa agitazione da parte di chi non è ancora riuscito ad avere la candidatura a sindaco (e che forse non l’avrà neanche questa volta). Oppure ha capito poco delle parole pronunciate. In ogni caso evidenza debolezza, tensione e l’assoluta incapacità di sostenere un confronto politico.