Quantcast

“Meet scientists”: gli studenti del Monti a tu per tu con il mondo biomedico

Martedì 23 Novembre 2021 si è svolto presso la Casa del Teatro 3 in Asti il primo degli appuntamenti “Meet
Scientists”, organizzati dall’Istituto Statale “Augusto Monti”, nell’ambito del progetto di Potenziamento
Biologico-Sanitario, rivolto agli studenti del Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate e aperto a docenti e studenti del triennio, con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica.
È stata organizzata una conferenza, dedicata al tema della pandemia da SARSCov-2, nel corso della quale il
prof. Francesco Scalfari, antropologo, e il dott. Paolo Crivelli, infettivologo, si sono susseguiti, condividendo
con i ragazzi non solo conoscenze specialistiche in campo medico-scientifico, ma anche i loro vissuti,
creando un’atmosfera piacevole in cui professioni e persone si incontrano per dialogare, riflettere ed
interagire in modo aperto e costruttivo.
L’evento è stato introdotto dal Dirigente Scolastico, prof. Giorgio Marino, e moderato dal prof. Gianni
Valente. L’importanza di riconoscere l’interdipendenza di ogni essere vivente e di ogni componente del
sistema Terra è stato il filo conduttore delle informazioni presentate; viviamo su un Pianeta straordinario, ma
basato su delicati equilibri, che meritano la nostra attenzione, poiché “aver cura del pianeta vuol dire aver
cura della propria salute e di quella di tutta l’umanità”.
Ha notevolmente destato l’interesse dei ragazzi la parte riguardante gli studi e le fasi che hanno portato alla
realizzazione dei vaccini anti-covid, lasciando emergere la necessità di un atteggiamento scientifico per
sconfiggere le fake news dilaganti e poter fare scelte consapevoli e responsabili. Questo tema è stato
ampiamente sviluppato dal dott. Crivelli, che ha accompagnato le spiegazioni tecniche con un evidente
coinvolgimento personale, dettato dall’esperienza sul campo, di chi ha affrontato le ardue sfide lavorative ed emotive implicate nella lotta contro la pandemia, toccando con mano la sofferenza nei reparti di terapia intensiva durante la prima ondata, o la povertà estrema conosciuta negli anni di servizio in Africa.
Un “racconto” appassionante che ha lasciato spazio alla curiosità e alle domande degli studenti e si è concluso con il messaggio racchiuso in un proverbio africano, citato più volte durante l’evento, “non fa mai notte dove ci si prende cura l’uno dell’altro”, nonché la raccomandazione da parte del prof. Scalfari di guardare alla Scienza non come ad un contenitore di certezze, pronti a sottolineare e a puntare il dito contro eventuali errori, ma come ad un percorso
continuo di ricerca, in cui trovano posto il dubbio e l’interrogativo, che però diventano motivo di crescita, di miglioramento globale.