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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

A Moncalvo il pane di Felice Miravalle era un’opera d’arte

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Quarant’anni fa, in questo stesso periodo di festività natalizie, il suo speciale presepe di pane era esposto al Santuario di Crea.

Felice Miravalle, classe 1932, per molti anni ha gestito una panetteria in piazza Garibaldi a Moncalvo, ma non si può semplicemente definire un panettiere, era un vero e proprio artista del pane. Iniziò ad imparare il mestiere quando aveva 12 anni, come garzone. Poi lavorò a Genova ed Asti cercando di affinare la sua pratica e tornando, dopo diversi anni, a Moncalvo, dove si sposò e aprì la sua panetteria.

“Ho fatto il panettiere per 40 anni – racconta – Il mio pane era tutto speciale, perchè usavo i metodi di una volta: il lievito madre e la lunga lievitazione. La mia specialità erano i grissini. Non è un mestiere tanto faticoso, ma bisogna abituarsi a lavorare di notte e poi bisogna lavorare sempre, ancora di più la domenica e i giorni di festa. Bisogna sempre esserci, un mal di pancia non può farti stare a casa. Devi proprio essere morto per non andare in panetteria” ride Felice che continua: “Il mio pane se lo ricordano ancora adesso. Ma il segreto non è il forno. I segreti per un buon pane sono il lievito e la lentezza. Ora hanno tutti premura e non lo fanno come si dovrebbe. I macchinari che ci sono ora non permettono certi tipi di impasto. Io facevo tutto a mano”.

La mestria di Felice si trasformava in arte, quando realizzava cesti intrecciati, crocifissi, teste di cavallo o di buoi, trecce che sembravano d’aglio e poi il presepe che per sei anni ha trovato il suo posto d’onore al Santuario di Crea tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta: dodici metri quadri di allestimento con oltre 100 personaggi tutti interamente realizzati con pane e focaccia.

felice miravalle
Una foto del presepe di pane

felice miravalle
Foto tratta da un articolo de “Il Monferrato” del 1984

“Se arrivava un’autorità a Moncalvo la portavano sempre a casa mia per regalare una torta o un pacco di grissini – continua a ricordare – Anche la moglie del prefetto amava il mio pane e quando organizzava delle feste a casa sua in campagna voleva un cesto fatto di pane con dentro tanti tipi di pagnotte, alle noci, all’aglio….Uno dei pezzi più pregiati che ho fatto era un crocifisso circondato da roselline. Lo avevano visto in vetrina il vescovo e l’architetto della Curia che mi chiesero cosa significasse. Io risposi che quello che il Signore fa fiorire al mattino gli uomini lo distruggono alla sera”.

Per alcune edizioni della Fiera del Bue Grasso aveva realizzato delle teste di bue con corna lunghe. “Una testa di bue di pane è stata anche comprata dagli amici dell’attore Walter Chiari per fargli uno scherzo. Erano venuti tutti a Moncalvo a mangiare al ristorante Tre Re”. Teste di cavallo di pane furono esposte in alcune vetrine astigiane comprate dai negozi: “Con il ricavato potemmo sostenere delle attività del Gam, il Gruppo Artisti Moncalvesi”.

felice miravalle

Sì perchè Felice Miravalle, insignito della medaglia d’oro per meriti artistici dall’Associazione panettieri, l’arte ce l’ha nel sangue oltre che nelle mani.  Ha dipinto diverse tele andando a lezione anche da pittori professionisti  e da trent’anni fa parte del GAM che organizza corsi di pittura ed esposizioni di quadri a Palazzo Montanari a Moncalvo.

Felice Miravalle è sicuramente un uomo pieno di energia che ha mille passioni e che si dedica ancora alla cura dell’orto. Alle soglie dei 90 anni vuole dare un consiglio. “A fare il panettiere si guadagna bene però bisogna fare dei sacrifici. C’è tanto impegno e tanto lavoro, ma anche tante possibilità di mettersi in proprio e tante soddisfazioni!”.

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