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“Libertà per Patrick Zaki” in Piazza San Secondo una mobilitazione in attesa dell’esito dell’udienza

Patrick George Zaki, attivista per i diritti umani e studente del master internazionale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies presso l’Università di Bologna, è stato arrestato il 7 febbraio 2020 all’aeroporto del Cairo, dove era arrivato per trascorrere un periodo di vacanza in famiglia nella sua città natale, Al-Mansoura, in Egitto.

Il 28 settembre 2021 è stato rinviato a giudizio davanti alla Corte di sicurezza dello Stato di emergenza (ESSC) con l’accusa di “diffondere notizie false in patria e all’estero” in relazione a un articolo pubblicato nel 2019, contenente estratti del suo diario personale sulla discriminazione subita dai cristiani copti in Egitto. Ha già trascorso 22 mesi in una ingiusta custodia cautelare in attesa di indagini su accuse di “divulgazione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “incitamento alla violenza e a crimini terroristici” in un caso separato. I procedimenti degli ESSC, che sono tribunali speciali attivati quando c’è uno stato di emergenza, sono intrinsecamente ingiusti e le loro sentenze non sono soggette ad appello. Il suo processo è stato aggiornato al 7 dicembre a seguito della richiesta del suo avvocato di ottenere una copia del suo fascicolo. Il 7 dicembre, quindi, segnerà non solo il ventiduesimo mese di detenzione ingiusta, ma anche la data della prossima udienza del processo a Patrick Zaki.

Come dichiarato da Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia, “Quella del 7 dicembre potrebbe essere l’udienza decisiva per Patrick, giacché altri processi come il suo sono arrivati o stanno volgendo alla fine. La speranza è che un giudice riconosca, dopo quasi due anni, l’infondatezza dell’accusa di diffusione di notizie false. Il timore è che la magistratura egiziana non rinneghi sé stessa ed emetta una condanna: se ciò accadesse, sarebbe uno sviluppo terribile, anche perché nei confronti delle sentenze dei tribunali d’emergenza non è previsto appello. Dunque, sperando il meglio ma temendo il peggio, Amnesty International Italia attenderà in tante piazze del nostro paese l’esito dell’udienza“.

Non è questo il momento di fermarsi e abbassare la guardia! In vista dell’udienza del 7 dicembre, per manifestare solidarietà a Patrick e alla sua famiglia, per continuare a chiedere con forza alle autorità egiziane il suo rilascio immediato, senza condizioni e che tutte le accuse contro di lui siano ritirate, poiché derivano esclusivamente dal suo esercizio dei suoi diritti umani, così come da tante altre Piazze italiane, anche da Asti chiederemo ancora una volta a gran voce, tutte e tutti insieme, #FreePatrickZaki.” dichiarano da Amnesty International Asti.

L’appuntamento è per lunedì 06 dicembre 2021, alle ore 17,30, in Piazza S. Secondo, Asti.
L’organizzazione segnala, inoltre, la possibilità di sottoscrivere l’appello di Amnesty International che ha già raccolto circa 177.000 firme (https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/) e la possibilità per le scuole di partecipare alla “Foto Azione” a sostegno di Patrick Zaki (https://www.amnesty.it/freepatrickzaki-22-mesi-di-detenzione-ingiusta/).

Per maggiori informazioni: amnesty.asti@gmail.com
Facebook e Instagram: Amnesty International Asti

Promotori e aderenti: Amnesty International Asti, Agedo Asti-Alba, ACLI-Asti, CGIL-Asti, Rete Welcoming Asti, Asti Pride, Noix de Kola, Libera-Asti, ANPI-Asti.

mobilitazione 6 dicembre Patrick Zaki