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Cannabis legale: la normativa vigente in Piemonte

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Con le diciture “cannabis legale” e “cannabis light” si indicano i prodotti derivati dalla canapa sativa L., la cui coltivazione e trasformazione è stata legalizzata in Italia con l’entrata in vigore della Legge n. 242 del 2 dicembre 2016 recante “disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”. Il testo è stato recepito in Piemonte dalla Legge Regionale n. 12 del 28 maggio 2021 che applica, a livello territoriale, le disposizioni contenute nella Legge-quadro in vigore sul territorio nazionale dal gennaio 2017.

Il testo di legge: finalità e varietà coltivabile

La legge regionale promulgata in Piemonte condivide le stesse finalità della normativa nazionale, ossia promuovere le condizioni per la diffusione della coltivazione e della trasformazione della canapa” e favorire lo sviluppo di filiere produttive, allo scopo di “sostenere la competitività e la diversificazione produttiva delle imprese agricole”. In aggiunta, la legge ha come obiettivo quello di incentivare la produzione di canapa come “pianta officinale” e come biomassa, da destinare ad uso cosmetico e alimentare.

Per quanto riguarda le varietà coltivabili, la normativa consente di coltivare canapa solo mediante semi certificati di Cannabis Sativa L. o di altre varietà iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole; in aggiunta, è possibile coltivare anche nuove specie, ottenute dall’incrocio di diverse varietà vegetali, purché anch’esse siano iscritte al Catalogo di cui sopra. A norma della legge regionale, in Piemonte è vietata la riproduzione delle piante per via agamica tramite taleaggio; in termini meno tecnici, ciò vuol dire che non è possibile coltivare la canapa piantando una talea, ossia un frammento preso da una pianta già sviluppata.

I derivati della cannabis sativa L.

Il comma 4 dell’articolo 2 della L.R. Piemonte 12/2021 elenca le modalità di lavorazione e trasformazione della canapa consentite; nello specifico, dalla cannabis sativa L. è possibile ottenere:

alimenti e cosmetici, nel rispetto delle discipline normative di riferimento dei rispettivi settori;
semilavorati, ossia canapulo, fibra, polvere, cippato, olio e combustibili;
– canapa da utilizzare come pianta officinale;
biomassa da estrazione, da destinare ad uso alimentare o cosmetico;
CBD (cannabidiolo) naturale, estratto dalle paglie;
– materiale da utilizzare in agricoltura per la pratica del sovescio;
materiale per la bonifica ambientale di siti inquinati;
– coltivazioni destinate ad attività didattiche o per il florovivaismo.

Tra i derivati della cannabis ‘legale’ ci sono anche la marijuana e l’hashish ‘light’, così chiamati perché caratterizzati da un contenuto di THC particolarmente basso, in linea con i limiti individuati da un apposito decreto ministeriale del Ministero della Salute. I prodotti di questo tipo possono essere acquistati in-shop,  presso i negozi certificati per la vendita della cannabis ‘light’, oppure online, tramite e-commerce specializzati come Raskal.

Il “sistema distrettuale della canapa”

La normativa regionale piemontese prevede l’istituzione di un “sistema distrettuale della canapa” che costituisce la principale differenza rispetto alla legge-quadro nazionale. Il sistema si articola su due livelli: un cluster regionale e tre distretti rurali.

Il primo ha il compito di monitorare l’evoluzione, a livello regionale, della normativa di settore, allo scopo di implementare e aggiornare la legislazione nazionale e quella europea. Il cluster regionale si raccorda con la Banca del germoplasma vegetale della flora autoctona del Piemonte e con i florovivaisti iscritti al RUOP, ossia il Registro ufficiale degli operatori professionali, esercitando azione di coordinamento con i coltivatori della canapa. Il coordinamento del cluster regionale è affidato all’Assessorato all’agricoltura (per le competenze di carattere agricolo della filiera) mentre la configurazione della filiera è appannaggio dell’Assessorato competente per lo sviluppo delle attività produttive.

I distretti rurali della canapa, infine, sono i seguenti:

– valli alessandrine del fiume Bormida, del fiume Erro e del fiume Orba;
– pianura del carmagnolese con altipiano del poirinese;
– canavese, aree periurbane di Torino-est e nordest all’eporediese ed al basso biellese.

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